Le punizioni fisiche e verbali sono davvero educative?

di Ilaria Martelli Venturi

immagineI bambini che vengono picchiati o umiliati dai genitori tendono a sviluppare una maggiore aggressività e disturbi psichiatrici da adulti

È convinzione abbastanza diffusa in ogni parte del mondo che i bambini imparino l’educazione se vengono picchiati o umiliati. La sculacciata è ancora usata in molte famiglie come forma di disciplina nell’educazione, anche se la ricerca scientifica e il riconoscimento dei diritti del minore hanno ampiamente dimostrato che può portare a problemi emotivi e comportamentali a breve e lungo termine.

Le punizioni possono essere di due tipi.

  • Fisiche: schiaffi, sculacciate, pugni, tirate di orecchie, colpi con oggetti, tirate di capelli; costringere il bambino a restare in posizioni o in ambienti scomodi (es. al buio in una stanza).
  • Verbali e comportamentali: grida, urla, offese; sminuire con frasi del tipo: “Sei stupido”, “Non capisci niente”, “Non sei capace a fare niente”, “Sei cattivo”, ecc.; ignorare, mortificare, negare l’affetto, mettere in imbarazzo, rifiutare, umiliare pubblicamente, minacciare di fare del male o far sparire animali o oggetti ai quali il bambino è molto affezionato.

Sottoponendo i propri figli alle punizioni, i genitori:

  • Insegnano a essere aggressivi nelle situazioni di conflitto. La punizione comunica solo che quello che sta facendo il bambino in quel momento non va fatto ma non propone un modello alternativo sano di gestione di un problema. La punizione diventa un modello di risoluzione aggressiva delle situazioni conflittuali che il bambino tenderà poi a riprodurre nei propri rapporti di forza (di solito con fratelli minori o i compagni di scuola percepiti come più deboli).
  • Compromettono lo sviluppo emotivo del bambino. Le punizioni fanno sentire il bambino non adeguato, sbagliato e rifiutato, quando, invece, ha bisogno di sentire di essere apprezzato e amato. Questa esperienza può avere effetti permanenti sulla sua autostima: i bambini che subiscono punizioni hanno una maggiore probabilità di diventare depressi e ansiosi, emotivamente instabili, di avere difficoltà nello sviluppare una propria indipendenza, di fare uso di droghe e alcol; tendono a sviluppare una maggiore aggressività e disturbi psichiatrici da adulti.
  • Producono un peggioramento nelle prestazioni scolastiche. La paura e lo stress creato dalle punizioni sottraggono energie al bambino sul piano dell’apprendimento, riducendo le sue prestazioni scolastiche a fronte di adeguate capacità intellettive.
  • Non educano il bambino. Spesso, anche chi non predica la teoria dello “schiaffo educativo” finisce per utilizzarlo perché rappresenta una scorciatoia per bloccare immediatamente il comportamento del bambino e scarica rabbia, frustrazione e stanchezza. La conseguenza è che il bambino obbedisce solo perché teme il genitore non perché ha realmente capito la motivazione e, alla prima occasione, sarà pronto a ripresentare lo stesso comportamento.
  • Indeboliscono il legame con il proprio figlio. Le punizioni generano sentimenti di rancore e ostilità che il bambino non riesce a esprimere direttamente, così impara a chiudersi in se stesso per timore o a manifestare comportamenti oppositivi e provocatori attivando dei circoli viziosi di sfida o remissione che si autoalimentano nel tempo, rendendo il legame genitore-figlio sempre meno solido.

I genitori hanno il compito di proteggere i propri figli da ogni pericolo e di farli sentire al sicuro. Quando, invece, li feriscono fisicamente o emotivamente, i figli non percepiscono il contesto familiare come un ambiente sicuro. Un rapporto solido e di fiducia reciproca è alla base di una genitorialità positiva e di uno sviluppo sano del bambino.

Per approfondimenti:

Holden, G. W., Brown, A. S., Baldwin, A. S., Caderao K. C. (2013) Research findings can change attitudes about corporal punishment. Child Abuse & Neglect, Available online 16 November 2013

Guida Partica alla genitoriaità. Save the Children

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.