“Lei può salvare la gente?”

di Roberta Trincas

La voce dei pazienti: l’esperienza di psicoterapia per Fabio*

“Non so se riuscirò a tirar fuori un significato dal mio percorso di psicoterapia. So, però, che ci penso costantemente e che la terapia ha avuto e ha un forte effetto su di me. Sono arrivato in terapia che facevo davvero schifo. Non avevo più un punto di vista sul mondo. Aderivo a ogni sensazione, mia e altrui. Ero posseduto dai miei pensieri. Cercavo un guru. «Lei può salvare la gente?», chiesi alla mia terapeuta al primo contatto telefonico. Cercavo una guida che mi trainasse fuori dal pantano.

Ho incontrato una persona che non è per niente un guru, che non ha instaurato relazioni affascinanti, seduttive, che non ha cercato di meravigliare. Mi ha parlato con calma, con il suo metodo mi ha fatto rivedere il valore della semplicità. Mi ha fatto la fisioterapia ai pensieri e a tutti i suoi derivati. Mi ha mostrato che io, solo, posso trainarmi fuori dal pantano. E soprattutto, al di là d’ogni metodo e analisi, mi ha guardato e parlato con schiettezza, e mi ha trasmesso quel calore piano e, ancora, semplicemente. Ha fatto qualcosa di prezioso e continua a farlo ora attraverso l’immagine che ho dentro di me.

La pianta cresce. Se penso a dare un significato a tutto ciò mi viene da scrivere che ho imparato a capire il pericolo del processo identificativo, nei confronti dei propri amori, amici, nei confronti dei propri pensieri stessi. Ho imparato la distanza; che non è gelo ma spazio. Come una cassa armonica. Che è accettare e curare la diversità. Anche da se stessi. Infatti, sto cambiando molto. Lo vedo. Lo vedono anche gli altri. Ho perso diverse amicizie. È giusto così. Ma ho trovato nuove amicizie e un nuovo amore, che curo piano con semplicità, con attenzione. Ma pure con tutta la passione!”.

* Nome di fantasia. Il protagonista ha acconsentito alla pubblicazione del testo.

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