Quando lo stress fa bene

di Barbara Basile

Eventi lievemente stressanti rafforzano le capacità di fronteggiare situazioni negative future e proteggono dallo sviluppo di disturbi psichici

 È idea diffusa che l’esposizione a situazioni stressanti e traumatiche rappresenti un fattore di rischio per lo sviluppo di una condizione psicopatologica; ovvero, all’aumento del numero o della intensità degli eventi di vita traumatici aumentano le chance di sviluppare dei disturbi psichici. Tuttavia, alcuni ricercatori sostengono che la relazione tra eventi stressanti, soprattutto nell’infanzia, e rischio di psicopatologia successiva possa avere una relazione di tipo diverso se si considerano situazioni “moderatamente” stressanti. Cioè, stressor di moderata intensità rappresenterebbero un’opportunità per sviluppare le proprie risorse e rafforzare le capacità di fronteggiamento utili per affrontare minacce o problemi futuri.

Alcuni studi su piccoli di ratti e scimmie sottoposti a ripetute, ma brevi, separazioni dalle madri hanno mostrato effetti benefici sui livelli di ormoni che mediano lo stress e un maggior numero di comportamenti di esplorazione in età adulta, rispetto a chi non era stato separato. Inoltre, le brevi separazioni attivavano più accudimento dopo il ricongiungimento, favorendo coccole e grooming (un comportamento di cura/pulizia reciproca del pelo) verso il cucciolo. Infine, altri studi hanno rilevato un maggiore livello di mielinizzazione nella corteccia prefrontale (favorendo una più efficiente trasmissione dei segnali neuronali) degli animali sottoposti a eventi poco stressanti, rispetto a chi era cresciuto in un contesto protetto. Anche nell’uomo è stato osservato qualcosa di analogo. Bambini adottati nei primi anni di vita o cresciuti durante la Grande Depressione furono poi più capaci di far fronte ad eventi stressanti rispetto, nell’ordine, a bambini che non erano stati adottati o lo erano stati in età più adulta, o a bambini vissuti dopo la grande crisi finanziaria. Un effetto benefico simile è stato osservato in pazienti affetti da ansia o disturbo post traumatico da stress: chi aveva vissuto eventi moderatamente difficili nell’infanzia era più capace di intervenire sui sintomi, rispetto a chi era stato fortemente traumatizzato o non aveva vissuto alcun disagio.

Resta, ovviamente, fondamentale definire cosa sia un evento “moderatamente” stressante, così come è necessario considerare l’interpretazione soggettiva; per alcuni un evento valutato “emotivamente poco stressante” può non essere tale per altri. Rispetto alla definizione, eventi prevedibili, per esempio la morte di un caro dopo una lunga malattia, e controllabili, come un trasferimento in un’altra citta per motivi di studio, sono meno stressanti rispetto a situazioni imprevedibili, come la morte improvvisa di un fratello, o non-controllabili, come un trasferimento in un altro paese per via del licenziamento di un genitore. Così, è possibile identificare delle differenze individuali, come le caratteristiche di personalità, che mitigano o intensificano l’impatto di certi eventi. Chi, per esempio, ha la tendenza a privilegiare emozioni negative (neuroticismo) ha più probabilità di sviluppare un disturbo psicologico, in particolare la depressione, rispetto a chi si focalizza su vissuti positivi. O, ancora: chi è pessimista e si sente impotente rispetto agli eventi predilige strategie di evitamento/fuga rispetto ai problemi e non impara a potenziare le proprie abilità di fronteggiamento. Un ulteriore aspetto è rappresentato dall’età in cui l’evento stressante avviene. Chi è sottoposto a questi eventi nell’infanzia ha più probabilità di fortificarsi, rispetto a chi li vive in età adulta, quando certi stili di comportamenti sono già stabilizzati. Infine, eventi stressanti di tipo interpersonale sono più influenti, soprattutto rispetto ai problemi nella stessa sfera, in confronto con situazioni non-relazionali (i.e., lavorative). È noto come nell’eziologia della depressione siano proprio gli eventi negativi interpersonali a giocare un ruolo fondamentale.
Possiamo allora brindare al nuovo anno e augurarci: “più piccoli stress per tutti!?”.

Per approfondimenti:

Richard T. Liu: A developmentally informed perspective on the relation between stress and psychopathology: When the problem with stress is that there is not enough . J Abnorm Psychol. 2015; 124(1): 80–92

Gunnar MR, Frenn K, Wewerka SS, Van Ryzin MJ: Moderate versus severe early life stress: Associations with stress reactivity and regulation in 10–12-year-old children. Psychoneuroendocrinology. 2009; 34:62–75.

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