Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione: come curarlo

di Daniela Fagliarone

FagliaroneL’approccio modulare, per ridurre i sintomi, comprendere i propri sentimenti e migliorare le capacità decisionali

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo può essere molto invalidante e può presentarsi con una varietà di sintomi caratterizzati da ossessioni con tematiche diverse e specifiche. Ultimamente, i ricercatori hanno cominciato a occuparsi sempre di più della sintomatologia ossessiva focalizzata sulla relazione intima e sul partner.
Guy Doron, professore alla New School of Psychology, dell’Interdisciplinary Center (ICD) di Herzliya in Israele, e alcuni colleghi hanno proposto un approccio Cognitivo-Comportamentale integrativo e modulare. Il trattamento prevede una fase di assessment, di valutazione, per elaborare una diagnosi accurata, individuare altre comorbilità e giungere a una formulazione dettagliata del caso, che è il punto di partenza per mostrare al paziente il suo specifico funzionamento, i fattori di mantenimento del disturbo e le sue vulnerabilità psicologiche e che dà la possibilità al terapeuta di implementare una psicoterapia con interventi personalizzati e individualizzati. Va concordato con il paziente che l’obiettivo della terapia non sarà salvare la relazione ma aiutarlo a ridurre i sintomi, che molto probabilmente avrà l’effetto di una migliore comprensione dei propri sentimenti e un miglioramento delle capacità decisionali. È possibile valutare la possibilità di coinvolgere nella terapia anche il partner, per valutare come contribuisca al mantenimento dei sintomi del paziente e proporre strategie per ridurre queste influenze disfunzionali. Il trattamento prosegue con la psicoeducazione sul disturbo e sui meccanismi di mantenimento e su come i sintomi influiscono sui processi decisionali e sulla capacità di provare sentimenti. Il modulo di intervento cognitivo prevede l’individuazione e la messa in discussione delle credenze catastrofiche e maladattive riguardo alle relazioni tipiche del DOC-R (es. “Se resto in questa relazione di cui non sono sicura, sarò infelice per sempre”, “Se lo lascio potrei poi accorgermi di avere perso il grande amore della mia vita”), e di quelle legate all’intolleranza all’incertezza, all’eccessiva importanza data ai pensieri e alla necessità di controllarli, al perfezionismo, alla paura del rimpianto. Le tecniche utilizzate a tale scopo possono includere esperimenti comportamentali, esposizione con prevenzione della risposta (es. scrivendo i dubbi e le preoccupazioni sul cellulare e impostandoli come promemoria ripetuti, ai quali però ogni volta non deve seguire la solita reazione disfunzionale come, ad esempio, la richiesta di rassicurazione), ristrutturazione cognitiva, esposizione immaginativa agli scenari catastrofici temuti (es. il matrimonio) e la loro scrittura. Può essere utile anche esplorare con il paziente la paura dell’abbandono e lavorare sull’autostima (in particolare quando il valore attribuito a sé è strettamente legato alla relazione con il partner) per aumentarne le fonti, e sull’attaccamento quando insicuro (utilizzando le tecniche di Imagery with Rescripting). Dato che i sintomi del DOC-R possono aumentare la conflittualità nella coppia (che a loro volta può fare da trigger per le ossessioni stesse), può essere d’aiuto un training sulle abilità di comunicazione  e di risoluzione dei conflitti. Il trattamento si conclude con il lavoro sulla prevenzione delle ricadute.
In conclusione, secondo gli autori, questo approccio modulare è particolarmente utile con i pazienti con ossessioni riguardanti la relazione affinché, grazie alla riduzione dei sintomi, riescano ad arrivare a una migliore comprensione dei propri sentimenti e quindi a una decisone più ponderata rispetto alla propria relazione.

Per approfondimenti:

http://rocd.net.previewdns.com/wp-content/uploads/2012/09/ROCD-Assessement-and-treatment-Doron-Derby-in-press.pdf

Doron G., Derby D., & Szepsenwol O. (2014). Relationship obsessive-compulsive disorder (ROCD): A conceptual framework. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 3, 169-180.

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