Il cervello del narcisista

di Graziella Pisano

curato da Elena Bilotta

Le conoscenze relative al funzionamento neurobiologico della mente del narcisista sono molto ristrette, nonostante l’elevata rilevanza clinica del disturbo e la tendenza a sottostimarne la prevalenza. Negli ultimi anni stanno tuttavia aumentando i contributi che approfondiscono il funzionamento nerobiologico del cervello narcisista, con l’obiettivo di dare anche una spiegazione neurobiologica agli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali che caratterizzano il funzionamento di questi pazienti. In uno studio pilota del 2015, alcuni autori hanno analizzato la sostanza grigia e quella bianca di sei pazienti maschi con disturbo narcisistico di personalità (NPD), confrontandole con un gruppo di controllo di soggetti senza disturbo di personalità. I risultati mostrano che i pazienti con NPD mostrano alterazioni nella materia grigia inclusa la corteccia cingolata anteriore, la corteccia prefrontale destra e la corteccia prefrontale mediale bilaterale. Le evidenze trovate nei lobi frontali forniscono una base per ipotizzare un’alterazione della connessione strutturale delle aree prefrontali con quelle sottocorticali. Queste ultime includono il cluster al di sotto della corteccia prefrontale laterale destra, come il peduncolo talamico anteriore destro, il tratto frontotalamico che collega i nuclei talamici mediodorsali con la corteccia prefrontale mediale e laterale. Questo suggerisce che le alterazioni della sostanza bianca possono contribuire ai deficit corticali strutturali. I risultati necessitano di essere replicati per via delle piccole dimensioni del campione analizzato, ma si potrebbe ipotizzare un potenziale malfunzionamento nei sistemi frontotalamico o frontolimbico nei pazienti con NDP, così come è stato riscontrato in altri disturbi del Cluster B. Un recente studio di risonanza magnetica funzionale (Fan et al., 2011) supporta l’ipotesi della presenza di un’anomalia prefrontale laterale destra associata al narcisismo; in un campione non clinico di soggetti con prevalenza di tratti narcisistici si evidenzia una diminuzione dell’attivazione dell’insula anteriore destra e della corteccia prefrontale dorsolaterale destra.

Data la scarsezza delle ricerche di questo tipo in merito al NPD, i dati di questo studio fungono da punto di partenza per lo sviluppo di un modello neurobiologico del disturbo che possa tener conto delle sue diverse manifestazioni fenomenologiche. Ad ora si può affermare che è plausibile che questo deficit prefrontale strutturale possa contribuire alla disregolazione emotiva, ai deficit cognitivi relativi all’attribuzione di responsabilità o alle strategie di coping, che costituiscono alcuni aspetti centrali della psicopatologia del disturbo.

Bibliografia

Nenadic I, Güllmar D, Dietzek M, Langbein K, Steinke J, Gaser C. Brain structure in narcissistic personality disorder: A VBM and DTI pilot study. Psychiatry Research: Neuroimaging 231 (2015) 184–186.

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