Training cognitivo: istruzioni per l’uso

di Antonella D’Innocenzo

Indicazioni teoriche e pratiche per una buona riuscita della riabilitazione cognitiva

La riabilitazione cognitiva è un processo terapeutico rivolto a persone con deficit cognitivo-comportamentali, conseguenti a lesioni cerebrali acquisite (ad esempio un trauma cranico), oppure a patologie neurodegenerative (ad esempio una demenza); lo scopo è quello di ottenere il massimo grado di autonomia, migliorando il funzionamento e la qualità di vita della persona e della sua famiglia. È un processo complesso, che comprende l’esecuzione di attività specificamente progettate, che vanno dalla somministrazione e la ripetizione di esercizi specifici, training cognitivo, all’addestramento all’uso di strategie e ausili, alla gestione dei sintomi emotivi-comportamentali, conseguenti alla patologia cerebrale e la presa in carico della famiglia.

Gli obiettivi e le procedure del processo riabilitativo sono differenti a seconda della causa dei deficit. Nel caso delle cerebrolesioni acquisite, l’intento sarà quello di rinforzare o ripristinare le abilità cognitivo-comportamentali apprese prima dell’evento morboso (approccio restitutivo), o stabilire nuovi meccanismi di compensazione (approccio sostitutivo). Nel caso di una persona che a causa di un trauma cranico abbia subito un deficit di memoria anterograda, un programma riabilitativo potrebbe avere come scopo quello di migliorare le capacità di apprendimento di nuove informazioni, attraverso un insieme di compiti specifici e l’addestramento all’uso di ausili mnesici, come agende e promemoria.
Di fronte a patologie neurodegenerative, lo scopo sarà quello di rallentare il più possibile la perdita delle capacità cognitive e delle autonomie della vita quotidiana non ancora intaccate dalla malattia, oltre ad attuare alcune modifiche dell’ambiente e dei comportamenti delle persone che circondano il malato. Ad esempio, nel caso di una persona con iniziale demenza di Alzheimer, un programma riabilitativo potrebbe avere come scopo quello di stimolare discussioni sulle informazioni quotidiane, esercitare le capacità cognitive residue attraverso compiti specifici, fornire ai familiari delle nozioni per rapportarsi alla persona malata in modo appropriato.
Il training cognitivo è quella parte del processo riabilitativo che mira all’esercizio delle funzioni cognitive, attraverso l’utilizzo di compiti specifici. Esso si basa sul concetto di ripetizione e sui presupposti della plasticità cerebrale. In altre parole, la capacità del cervello di modificarsi e ristrutturarsi in risposta all’ambiente e a nuovi stimoli. Dunque, la pratica ripetuta di specifiche abilità cognitive può guidare il cervello nella riorganizzazione delle funzioni, vicariando le abilità perse a causa della lesione, o rinforzando le abilità preservate.

Questo processo consiste in esercizi guidati, che mirano a stimolare le diverse abilità: l’apprendimento di materiale verbale o visuo-spaziale; la memoria procedurale; la memoria episodica o spaziale; l’attenzione sostenuta e divisa; il problem solving; le capacità prassiche e gnosiche, rispettivamente quelle relative a compiere correttamente gesti coordinati e diretti a un determinato fine e quelle che consentono il riconoscimento di uno stimolo sensoriale e del suo significato.
Il training può essere svolto in gruppo o individualmente; utilizzando carta e matita, oppure stimoli informatici, come ad esempio computer o tablet. Durante il trattamento, i compiti sono selezionati e presentati seguendo il principio della gradualità: partendo dai compiti più semplici, a quelli via via più complessi nel caso di cerebrolesioni acquisite; o viceversa, nei casi di patologie neurodegenerative, proponendo dapprima compiti che la persona è ancora in grado di svolgere e poi altri più semplificati.
Per poter progettare ed eseguire un training cognitivo, è indispensabile avere conoscenze adeguate dei principi di neuropsicologia clinica.

Per approfondimenti:

P. Iannizzi; S. Bergamaschi; S. Mondini; D. Mapelli, Il training cognitivo per le demenze e le cerebrolesioni acquisite, guida partica per la riabilitazione, Raffaello Cortina Editore

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