La tua felicità è la mia felicità!

di Emanuela Pidri
a cura di Antonella Rainone

La persona altruista ha più probabilità di soffrire di depressione

La persona con depressione mostra in genere una preoccupazione maggiore per gli altri o per la prospettiva altrui e raramente pensa egoisticamente solo a se stessa. Di solito pensa all’altro, al non riuscire ad aiutarlo e al danno che gli procura o che gli ha procurato in passato. Secondo alcuni studi di Lynn E. O’Connor, gli atteggiamenti pro-sociali predicono la depressione. Esiste un tipo di “depressione altruistica” in cui giocano un ruolo patogenetico fondamentale l’attivazione e la compromissione dello scopo di fare il bene all’altro anteponendolo al proprio bene, la colpa interpersonale o altruistica elevata e anche il distress empatico. La conseguenza è che, generalmente, le persone affette da depressione dimostrano una maggiore empatia per gli altri e si sentono peggio quando le cose vanno male agli altri. Prove empiriche sull’esistenza di una relazione patogenetica tra altruismo e depressione partono dalla definizione di senso di colpa altruistico. Il senso di colpa altruistico, conosciuto come “senso di colpa interpersonale”, può essere definito come un senso di pena che si genera dalla credenza che si è danneggiato un altro o non lo si è aiutato. Un individuo sperimenta senso di colpa altruistico se si assume che: la compromissione dello scopo benevolo sia dovuta a una propria azione o omissione; si aveva la possibilità di agire diversamente; non si è aiutato l’altro, anteponendo il suo bene al proprio e cercando vicinanza e partecipazione. La rinuncia dei propri beni e fortune per l’altro non è per l’individuo un espediente per espiare o ristabilire equità, ma piuttosto il desiderio altruistico di partecipare al destino della vittima e ricercare la sua vicinanza affettiva. In quest’ottica, la funzione della colpa altruistica è quella di un campanello che motiva l’individuo all’azione morale, di aiuto.
Secondo gli studiosi, esistono tre tipi di colpe altruistiche: 1) senso di colpa del sopravvissuto, caratterizzata dalla credenza che la realizzazione di normali scopi evolutivi e il raggiungimento di successo e felicità causerà nell’altro sofferenza semplicemente attraverso il confronto; 2) senso di colpa da separazione, caratterizzata dalla credenza che separarsi o essere differente dalle persone che si amano li danneggerà e che costituirà un atto di slealtà; 3) senso di colpa da responsabilità onnipotente, che coinvolge un esagerato senso di responsabilità per la felicità dell’altro e preoccupazione di far male all’altro. Il programma di ricerche della O’Connor, iniziato negli anni ’90 produce risultati sorprendenti per la visione tradizionale del depresso egoista e poco empatico. Si individua un altro tipo di depressione, quindi, dove giocano un ruolo fondamentale l’iperaltruismo, il distress empatico e la colpa altruistica. L’individuo con “depressione altruista” presenta capacità empatica normale, a volte maggiore del non depresso (anche con i sintomi di abbassamento delle funzioni cognitive); maggiore distress empatico; livelli più alti di colpa del sopravvissuto e di colpa di responsabilità onnipotente; comportamento interpersonale sottomesso e passivo; minore livello di confronto sociale. La Terapia Cognitivo- Comportamentale sottolinea l’importanza per il paziente di portare alla consapevolezza l’altruismo e la colpa interpersonale che hanno guidato le scelte al ribasso, riconcettualizzando il significato di scelte al ribasso quale propria colpa interepersonale e riprova del proprio fallimento. Spesso i pazienti riportano livelli elevati di rabbia e vergogna, il lavoro sulla rabbia e sulla vergogna, quindi, deve essere preceduto da un accurato assessment sulla eventuale presenza di colpa interpersonale poiché, infatti, aumentare la rabbia può aumentare la colpa e cercare di diminuire la vergogna può aumentare il senso di  colpa del sopravvissuto.

Per approfondimenti:

Rainone A., Mancini F. (2012), Altruismo e depressione. XVI Congresso Nazionale SITCC “Questioni controverse in psicoterapia cognitiva”. Roma, 4-7 Ottobre, 2012.

Mancini F., (2008). I sensi di colpa altruistico e deontologico. Cognitivismo clinico 5, 2, 123-144.

O’ Connor L. E.  et al., (2002).  Guilt, submission and empathy in Depression. Journal Affect Disorders.

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