L’amore, una partita a scacchi

di Emanuela Pidri
Il Disturbo Istrionico di Personalità e l’arte della seduzione
Il Disturbo Istrionico di personalità è caratterizzato da un’emotività eccessiva e dalla continua ricerca di attenzione.
Oltre allo stile interpersonale drammatico e seduttivo, caratterizzano
questo disturbo l’impressionabilità, la tendenza alla somatizzazione e la ricerca della novità. Tali caratteristiche compaiono entro la prima età adulta, investono numerosi contesti della vita e li compromettono, causando sofferenza. Le persone istrioniche sono guidate dalle sensazioni e possono passare velocemente da un umore a un altro, vivono ogni esperienza di vita in modo intenso e molto espansivo, sono particolarmente vivaci e divertenti. Sono seduttivi, coinvolgenti, affascinanti, tentatori, si ritengono irresistibili e in grado di conquistare chiunque. La seduttività viene messa in atto anche in situazioni inappropriate, come in ambiti sociali e professionali, al di là di ciò che è adeguato per il contesto.
Per l’istrionico, la seduzione è una partita a scacchi che non può durare molto: si giunge ben presto a una situazione di noia e di saturazione. E così, andrà alla ricerca di un nuovo partner, un trofeo da esibire per ottenere nuovi stimoli, per recitare daccapo la sua parte di conquistatore ed essere, quindi, rassicurato nelle proprie grandi abilità seduttive. L’uomo istrionico può ingannare la partner sul grado del suo impegno e coinvolgimento mentre la donna può ingannare il partner circa la sua fedeltà. Nei rapporti di coppia, queste persone
possono ricercare figure con forte autorità, a cui attribuiscono doti straordinarie e la risoluzione magica dei loro problemi.
Chi soffre di questo disturbo spesso presenta anche una marcata dipendenza affettiva: essendo estremamente dipendente dall’attenzione, dall’approvazione e dal supporto esterni, risulta molto sensibile al rifiuto e terrorizzato dalle separazioni.
Per evitare l’interruzione di un rapporto, può ricorrere a comportamenti estremi e manipolativi, volti ad attirare l’attenzione dell’altro.
All’origine di questa complessa personalità c’è una ferita profonda, un vuoto interiore scavato con la convinzione di non essere meritevole di attenzione e con la paura della solitudine.
Il fulcro della sofferenza dell’istrionico è determinato dal profondo senso di indegnità, mancanza d’affetto, inadeguatezza.
Dal punto di vista biologico, le persone che soffrono di questo disturbo presenterebbero un temperamento caratterizzato da ipersensibilità e dalla ricerca esterna di gratificazioni. Sul piano psicosociale, le persone che hanno sviluppato il disturbo istrionico di personalità spesso hanno sperimentato durante l’infanzia difficoltà nella soddisfazione dei loro legittimi bisogni di attenzione e cure. Ambienti familiari caotici, contraddittori, senza regole, facilitano l’insorgenza di questo disturbo. Spesso si tratta di rapporti che si basano sulla non autenticità, dove si considera solo l’apparire e non l’essere.
La terapia di tale disturbo è molto difficile. Nel trattamento Cognitivo Comportamentale, il paziente viene aiutato a identificare le proprie emozioni, i propri pensieri e gli eventi a cui questi sono correlati. Successivamente, il terapeuta collabora col paziente al fine di individuare e modificare le sue credenze centrali disfunzionali relative a: ritenere di essere incapaci di prendersi cura di se stessi tanto da dover ricercare costantemente attenzione e cure da parte degli altri; presentare eccessiva sensibilità al rifiuto e ricercare costantemente approvazione; ritenere che l’interruzione di un rapporto affettivo possa essere disastroso, mantenendo rapporti insoddisfacenti e inautentici e, dunque, confermando il proprio senso di incapacità a farcela da soli e la loro sensazione di inautenticità. Per un sottotipo di pazienti si è rivelato efficace anche un training per le abilità sociali volto, in particolare, alla modulazione delle emozioni e dei comportamenti impulsivi e allo sviluppo dell’empatia.
Per approfondimenti:
GABBARD, G. O., (2002). Psichiatria psicodinamica. Raffaello Cortina Editore, Milano.
PERRIS C., (1993). Psicoterapia del paziente difficile, Métis, Lanciano.
SEMERARI A., DIMAGGIO G., (2003). I disturbi di personalità. Modelli e trattamento, Laterza, Roma-Bari.
SEMERARI A., DIMAGGIO G., NICOLO’ G.,(2016). Curare I casi complessi. Laterza, Roma.