I pazienti con disturbo narcisistico di personalità nascondono un’autostima fragile e instabile?

di Graziella Pisano
curato da Elena Bilotta

Le teorie e i trattamenti dei pazienti con disturbo narcisistico di personalità (DNP) si basano prevalentemente su teorie cliniche derivanti dall’osservazione dei pazienti o da studi su singoli casi clinici. La visione comune generalmente adottata  riguardo l’origine del comportamento narcisistico deriva dalla letteratura psicodinamica secondo cui alla base del narcisismo patologico vi sarebbe un’autostima fragile e instabile derivante dalla frustrazione legata a cure genitoriali inadeguate nelle prime fasi di sviluppo infantile. Sulla base di ciò, la superba grandiosità del narcisista rappresenterebbe una strategia difensiva contro sentimenti di estrema inferiorità. Anche diverse recenti teorie della psicologia sociale supportano tale modello del narcisismo come “maschera”, secondo cui i pazienti con DNP tentano di mantenere una grandiosa, ma fragile, visione di sé derivante dall’urgenza di mascherare i profondi sentimenti di inferiorità originati da precoci esperienze interpersonali. Partendo dal presupposto che l’autostima si articola in due livelli: esplicita ed implicita e quest’ultima consiste in una valutazione di sé automatica e non consapevole che regola le reazioni spontanee agli stimoli rilevanti per il sé, il modello del narcisismo come “maschera” suggerisce la presenza in questi pazienti di una discrepanza tra alta autostima esplicita e bassi livelli di autostima implicita. Marissen et al. (2016) hanno implementato uno studio teso a esaminare approfonditamente alcuni dei principali tratti del DNP e la differenza tra autostima implicita ed esplicita in tali pazienti. Gli autori hanno analizzato il grado di narcisismo auto riportato e i problemi psicologici, e la configurazione dei livelli di autostima implicita ed esplicita. Lo studio include sessanta partecipanti maschi divisi in tre gruppi: un gruppo di pazienti con diagnosi di DNP, un gruppo con diagnosi di un altro disturbo di personalità del cluster C, e un gruppo senza diagnosi psicopatologica. I risultati non supportano il modello del narcisismo come “maschera”, in quanto pazienti con DNP mostrano consapevolezza dei propri tratti narcisistici, della propria sofferenza psicologica e non mostrano differenze nell’autostima esplicita rispetto al gruppo di controllo. Contrariamente alle aspettative, i pazienti con DNP mostrano normali livelli di autostima esplicita, sebbene sia stata loro diagnosticata un’immagine di sé esagerata. Inoltre i pazienti con DNP non differiscono dagli altri gruppi neanche rispetto al livello di autostima implicita, mentre è stata però evidenziata una discrepanza tra autostima implicita ed esplicita nei pazienti con altri disturbi di personalità del cluster C.

Da questi risultati si possono trarre importanti implicazioni per la terapia. Come accennato, gli interventi psicologici per i pazienti con DNP derivano generalmente da un approccio psicodinamico, tra cui la Terapia Focalizzata sul Transfert (TPF) e la Terapia Cognitivo Analitica (CAT), in cui i pazienti sono aiutati a comprendere e riflettere sui propri processi mentali e a imparare a collegare le esperienze passate alle difficoltà attuali; poiché il modello del narcisismo come “maschera” non è stato validato ci si può porre il problema della correttezza dell’uso di strategie terapeutiche improntate a riparare la presunta autostima negativa sottostante che si attribuisce a tali pazienti.

Bibliografia

Marissen,M.A.E.,Deen,M.L.,Franken,I.H.A.,2012.Disturbed emotion recognition in patients with narcissistic personality disorder.PsychiatryRes.,269–273.

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