Depressione negli studenti universitari: come curarla?

di Francesca Manco
curato da Elena Bilotta

Si stima che il 20-30% degli studenti universitari soffra di disturbo depressivo maggiore. Gli studenti universitari, infatti, si trovano a sperimentare una serie di fattori di stress unici che li rendono particolarmente vulnerabili alla depressione. Questi fattori di stress possono essere ad esempio l’allontanamento da casa, l’adattamento a un nuovo ambiente, fattori di stress accademici, un sistema di supporto sociale potenzialmente instabile, problemi economici, aumento dell’uso di sostanze, privazione cronica del sonno. A ciò si aggiunge il fatto che durante il periodo universitario  accelera negli studenti il processo di sviluppo dell’identità e la libertà di esplorare nuove carriere, stili di vita, relazioni e visioni del mondo.

Quanto finora esposto ha portato la comunità scientifica a sottolineare l’importanza di attuare interventi adeguati al fine di aiutare gli studenti a superare i sopra elencati momenti di difficoltà.

Tuttavia, gli interventi psicoterapeutici per studenti depressi in contesti universitari scontano un supporto empirico limitato nonostante, nei pochissimi studi clinici presenti, se ne sono potuti rilevare i potenziali benefici.

Per sopperire a tali lacune presenti nella letteratura, in un recente studio (il primo di questo tipo),

McIndoo e collaboratori hanno condotto un’indagine preliminare sull’efficacia dell’attivazione comportamentale (BA) e della terapia basata sulla Mindfulness (MBT) in forma abbreviata  sugli studenti universitari, nel contesto di un disegno di ricerca controllato randomizzato.

L’attivazione comportamentale si basa sulla teoria del comportamento e sulla premessa che la depressione viene alleviata aumentando il rinforzo positivo contingente alla risposta; tale intervento terapeutico è stato scelto per la sua brevità, l’evidenza empirica sulla sua efficacia e il suo elevato potenziale di divulgazione tra i professionisti clinici che lavorano con gli studenti universitari.

I principi fondamentali dell’MBT riguardano invece la regolazione dell’attenzione, l’apertura all’esperienza presente, la curiosità e l’accettazione del “qui ed ora” e la consapevolezza non giudicante dei pensieri, delle emozioni, delle sensazioni e dell’ambiente; la citata terapia basata sulla Mindfulness è stata scelta in quanto dati di ricerca recenti supportano la sua efficacia nel trattamento della depressione.

In questo studio si è visto come gli interventi abbreviati di BA e MBT sono associati a riduzioni significative della depressione, dello stress percepito e della ruminazione in un campione di studenti universitari. Inoltre si è visto come tali miglioramenti sono stati in gran parte mantenuti a un mese di follow-up, fornendo un supporto preliminare relativamente al fatto che entrambi gli interventi somministrati possono nel breve termine suscitare benefici continuativi per la salute mentale. Sebbene questi risultati richiedano una replica (soprattutto a causa del campione molto limitato), i dati suggeriscono che sia BA che MBT possono ridurre in maniera efficace la depressione negli studenti universitari.

Questo studio, quindi, da una parte aggiunge ulteriore supporto nella letteratura già presente sull’efficacia di BA e MBT per il trattamento della depressione; dall’altra, la somministrazione di questi due interventi in forma abbreviata (e per quanto riguarda la somministrazione dell’MBT anche in forma individuale) sembra essere un ottimo compromesso in termini di tempo, costi ed efficacia per i contesti universitari.

Bibliografia

McIndoo, C.C.; File, A.A.; Preddy, T.; Clark, C.G.; Hopko, D.R. (2016). Mindfulness-based therapy and behavioral activation: A randomized controlled trial with depressed college students. Behaviour, Research and Therapy77, 118–128.

 

 

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