La psicoeducazione per il Disturbo Borderline di Personalità

di Alessandra Micheloni

Dalla visione d’insieme degli interventi psicoeducativi alla terapia Structured Clinical Management

La psicoeducazione può essere definita come “un intervento utile al processo conoscitivo e di cambiamento”. Classicamente era rivolta ai nuclei familiari (con o senza la presenza dei pazienti), mentre negli ultimi anni sono stati progettati e valutati interventi psicoeducazionali centrati su problematiche più specifiche e rivolti ai soli pazienti. Come specificato nel “Manuale di psichiatria territoriale” di Nicolò e Pompili, affinché sia efficace, è necessario che questo tipo di tecnica rispetti delle regole comunicative formali: deve essere chiara, semplice e interattiva, deve comprendere tecniche di modeling (apprendimento imitativo) e fornire “un’informazione sistematica, strutturata, didatticamente orientata sia sulla patologia che sul suo trattamento, con lo scopo di far acquisire, ai pazienti e ai loro familiari, modalità per fronteggiare e gestire la malattia”. La finalità di tale intervento è promuovere il recupero del paziente, incrementare e migliorare il supporto sociale e ridurre le ricadute. È importante sottolineare che la psicoeducazione è definita come una formazione rivolta a pazienti e ai familiari e non è un’alternativa alla psicoterapia familiare o cognitivo-comportamentale o ad altre forme di psicoterapia.
Si rivolga, ad esempio, attenzione ai Disturbi di Personalità, in particolare al Disturbo Borderline di Personalità (DBP). Leggi tutto “La psicoeducazione per il Disturbo Borderline di Personalità”

Disturbo borderline di personalità: informazioni utili per i familiari

di Elisabetta Pizzi

Inghiottiti dal vortice della sofferenza dei propri cari, i familiari di persone con DBP si trovano spesso ad affrontare da soli le situazioni più critiche

Il disturbo borderline di personalità (DBP) è un disturbo caratterizzato da un’instabilità pervasiva nei rapporti interpersonali, un’instabilità nell’immagine di sé e una marcata impulsività. Chi ne soffre mostra delle reazioni emotive molto intense che oscillano drammaticamente nel corso della giornata, anche per motivi apparentemente poco importanti. Questi cambiamenti d’umore sono dovuti a una difficoltà biologica e involontaria a regolare le proprie emozioni. Tutti sperimentano emozioni intense, come ad esempio la sensazione di avere il cuore in gola quando ci si accorge di aver appena rischiato di essere investiti da una macchina. Le persone con DBP esperiscono delle emozioni così intense regolarmente, senza avere la capacità di autocalmarsi. A volte il dolore emotivo è così forte da indurle ad attuare dei veri e propri comportamenti autodistruttivi – come tagli, bruciature sul corpo, uso di alcol e droghe, abuso di psicofarmaci e tentativi di suicidio – pur di sentire qualche forma di sollievo. I comportamenti autolesivi diventano, così, dei potenti “regolatori emotivi” in quanto consentono di abbassare le emozioni dolorose in modo molto veloce e automatico e distraggono dal problema. “Quando bevo non penso più a niente”, dicono spesso i pazienti in cura. Leggi tutto “Disturbo borderline di personalità: informazioni utili per i familiari”

La family connections per aiutare chi è affetto da disturbo borderline

di Elisabetta Pizzi

Nato negli Stati Uniti e diffuso in 19 Paesi tra cui l’Italia, il programma informa e sostiene i familiari delle persone con problemi di regolazione delle emozioni

Il disturbo borderline di personalità (DBP) è un disturbo del sistema emotivo: chi presenta questa diagnosi ha una difficoltà biologica a regolare le proprie emozioni e mostra delle risposte emotive molto intense, anche per motivi apparentemente poco importanti. Alcune volte, la reattività emotiva può essere così esplosiva da determinare delle vere e proprie aggressioni verbali e fisiche nei confronti di altri o da spingere le persone ad attuare seri comportamenti autodistruttivi, come tagli, bruciature sul corpo, uso di alcol e droghe, abuso di psicofarmaci e tentativi di suicidio. I familiari di persone con DBP raccontano spesso di sentirsi impotenti e inadatti ad aiutare il proprio caro e oscillano frequentemente da stati di colpa a stati di disperazione, dalla paura di dire “parole sbagliate” al terrore che possa succedere qualcosa di irreparabile, dalla depressione alla rabbia per essere stati attaccati ingiustamente e colpevolizzati. “Infragiliti” dal carico di stress emotivo, rischiano, inoltre, di attuare senza rendersene conto una serie di azioni che possono aumentare i comportamenti disfunzionali della persona con DBP. family connectionPer questo motivo, un gruppo di familiari, con l’aiuto di alcuni clinici esperti, tra cui Perry Hoffman e Alan Furzetti della NEABPD (National Education Alliance for Borderline Personality Disorder) hanno progettato una rete di supporto che prende il nome di “family connections” (FC). Nata negli Stati Uniti e ora diffusa 19 Paesi, tra cui l’Italia, questa rete di volontari ha lo scopo di diffondere un protocollo di psicoeducazione per parenti e amici di persone con DBP: articolato in 12 incontri, il programma di family connections ha primariamente l’obiettivo di aiutare il familiare a raggiungere il proprio equilibrio interiore e, solo successivamente, di favorire il sostegno psicologico del proprio caro. “Non è egoismo. – spiegano gli autori di FC, nel manuale dedicato – Proprio come sugli aerei, questo corso aiuta a capire come indossare la maschera per l’ossigeno prima di aiutare gli altri!”. Leggi tutto “La family connections per aiutare chi è affetto da disturbo borderline”