Il contributo italiano sull’autocritica nella Elgar Encyclopedia of Personality and Individual Differences

di Tommaso Barlattani

Un importante riconoscimento per la ricerca italiana: anche il tema dell’autocritica (self-criticism) trova spazio nella prestigiosa Elgar Encyclopedia of Personality and Individual Differences, un’opera scientifica internazionale che raccoglie i contributi di autorevoli studiosi nel campo della psicologia della personalità e delle differenze individuali. La voce è firmata da Vittoria Zaccari e Francesco Mancini, dell’Associazione di Psicologia Cognitiva (APC) e della Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) di Roma, insieme a Guyonne Rogier (Zaccari et al., 2026).

Curata da Julie Aitken Schermer e pubblicata nel 2026 da Edward Elgar Publishing, l’Enciclopedia riunisce 162 voci redatte da studiosi provenienti da sei continenti. Come ricorda la curatrice nella prefazione, gli autori sono stati coinvolti per la loro competenza e per le pubblicazioni nei rispettivi ambiti di ricerca. Un progetto che permette di affiancare conoscenze consolidate e nuove domande, restituendo la varietà e la vitalità della ricerca sulle differenze individuali (Schermer, 2026).

Il volume spazia dai tratti più noti, come estroversione, coscienziosità e impulsività, alle dimensioni cognitive, affettive e interpersonali che concorrono a definire l’esperienza psicologica. Accanto ai costrutti classici trovano spazio fenomeni contemporanei, dall’ansia climatica al ghosting, dal trolling alla manosphere. Questa apertura è uno degli aspetti più interessanti dell’opera: lo studio della personalità dialoga con i cambiamenti sociali e con le nuove forme assunte dalle relazioni, anche negli ambienti digitali (Schermer, 2026).

Il valore dell’Enciclopedia non risiede soltanto nell’ampiezza della selezione. Le singole voci offrono definizioni, modelli esplicativi, risultati empirici, strumenti di valutazione e prospettive di ricerca, secondo un’impostazione che favorisce una consultazione agile e apre a ulteriori approfondimenti. L’attenzione ai metodi di misurazione e alle possibili distorsioni delle risposte, inclusa la desiderabilità sociale, invita inoltre a leggere criticamente i dati: conoscere un costrutto significa anche interrogarsi su come viene rilevato (Schermer, 2026).

Per la comunità della psicoterapia cognitiva, l’interesse del volume è particolarmente evidente. Alessitimia, intolleranza dell’incertezza, sensibilità al rifiuto, vergogna, ruminazione, flessibilità psicologica e autocompassione sono soltanto alcuni dei temi affrontati, insieme all’attaccamento nelle relazioni adulte e al controllo attentivo. L’opera approfondisce così numerosi costrutti e processi fondamentali per comprendere il funzionamento individuale e la psicopatologia, offrendo spunti di riflessione sia per la ricerca sia per la pratica clinica (Schermer, 2026).

È in questo ampio panorama che si colloca il contributo “Self-criticism” (pp. 569–573), che ripercorre le principali concettualizzazioni dell’autocritica, da Blatt a Shahar e Gilbert, ne illustra le modalità di valutazione e ne discute le implicazioni per la psicopatologia e la psicoterapia. La voce rende accessibile un dibattito che attraversa orientamenti teorici differenti e riguarda un processo presente in molteplici forme di sofferenza psicologica (Zaccari et al., 2026). Anche le ricerche sugli esiti della psicoterapia ne sostengono l’interesse clinico, documentando un’associazione tra autocritica e risultati terapeutici meno favorevoli (Löw et al., 2020).

Il lavoro si inserisce in un percorso scientifico che comprende la meta-review sulle definizioni dell’autocritica pubblicata su Frontiers in Psychiatry (Zaccari et al., 2024) e il recente articolo su Frontiers in Psychology dedicato ai criteri di giudizio nell’autocritica morale e non morale (Zaccari & Mancini, 2026). Una linea di lavoro che, attraverso revisioni della letteratura e proposte teoriche, contribuisce allo sviluppo della concettualizzazione dell’autocritica e al dialogo tra ricerca e clinica.

L’inclusione dell’autocritica in questa cornice valorizza la presenza della ricerca italiana nel dibattito scientifico internazionale e la colloca accanto a numerosi temi cari alla nostra comunità. Il pregio del volume, per studenti, ricercatori e professionisti, sta proprio nella possibilità di muoversi tra questi argomenti, ritrovando problemi familiari alla clinica e incontrando prospettive nuove. Un’opera da consultare, ma anche da esplorare per costruire connessioni e alimentare domande di ricerca.

Riferimenti bibliografici

Löw, C. A., Schauenburg, H., & Dinger, U. (2020). Self-criticism and psychotherapy outcome: A systematic review and meta-analysis. Clinical Psychology Review, 75, 101808. DOI: 10.1016/j.cpr.2019.101808.

Schermer, J. A. (Ed.). (2026). Elgar Encyclopedia of Personality and Individual Differences. Edward Elgar Publishing. DOI: 10.4337/9781035349173.

Zaccari, V., & Mancini, F. (2026). A cognitive model of moral and nonmoral self-criticism: The role of judgment criteria. Frontiers in Psychology, 17, 1824090. DOI: 10.3389/fpsyg.2026.1824090.

Zaccari, V., Mancini, F., & Rogier, G. (2024). State of the art of the literature on definitions of self-criticism: A meta-review. Frontiers in Psychiatry, 15, 1239696. DOI: 10.3389/fpsyt.2024.1239696.

Zaccari, V., Mancini, F., & Rogier, G. (2026). Self-criticism. In J. A. Schermer (Ed.), Elgar Encyclopedia of Personality and Individual Differences (pp. 569–573). Edward Elgar Publishing.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto