Nella Depressione, l’alessitimia è associata a una ridotta attivazione cerebrale in risposta alle espressioni del volto

di Milena Coletti
curato da Elena Bilotta

L’alessitimia è definita come difficoltà a identificare e descrivere le emozioni,  pensiero orientato verso l’esterno, ovvero incapacità di introspezione, pensiero immaginativo ristretto e scarsità di fantasia. Essere alessitimici ha ripercussioni nelle interazioni sociali. I soggetti alessitimici, infatti, hanno difficoltà a riconoscere le espressioni emozionali del volto altrui (sia positive sia negative), il che può essere motivo di difficoltà nella regolazione delle relazioni. Circa 1/10 della popolazione generale manifesta suddetta sintomatologia a livelli clinicamente significativi. L’alessitimia è stata inoltre riconosciuta come fattore di vulnerabilità per diversi disturbi psicosomatici quali la Fibromialgia, i Disturbi dell’alimentazione, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo o il Disturbo di panico. Peraltro, più di 1/4 degli individui affetti da Disturbo Depressivo è risultato manifestare sintomi alessitimici.

Studi di neuroimagine hanno rilevato, durante l’elaborazione di uno stimolo emotivo, negli individui alessitimici, una ridotta attivazione dell’amigdala, le regioni premotoria e motoria supplementare, la corteccia prefrontale dorsomediale, l’insula e le regioni occipitali. Altri studi hanno indagato l’attivazione cerebrale in risposta ad espressioni del volto, tramite la risonanza magnetica funzionale, ricavandone che l’alessitimia risulta correlata ad una ridotta attivazione dell’amigdala, dell’insula, del giro fusiforme e paraippocampale e della corteccia temporale superiore e frontale inferiore. Contrariamente a quanto si pensava, i soggetti alessitimici sono risultati dunque codificare l’informazione emotiva seppure ad un livello inferiore, ovvero ad un livello di processamento dell’informazione automatico. Anche nella popolazione clinica, in particolare in individui che soffrono di Disturbi dello spettro autistico o di Disturbo Post-Traumatico da Stress, l’alessitimia risulta responsabile di una ridotta attivazione cerebrale in risposta, in particolare, a stimoli negativi.

In un recente studio di neuroimagine è stato, per la prima volta, indagato l’effetto dell’alessitimia sulla reattività cerebrale automatica, ovvero rapida ed involontaria, alle espressioni emozionali del volto nella Depressione. A 52 individui con Disturbo Depressivo Maggiore, suddivisi in Alessitimici e Non Alessitimici,  è stato richiesto, dopo l’esposizione, in sequenza randomizzata e per un brevissimo intervallo di tempo (33 ms), ad immagini di espressioni facciali felici, tristi, neutre o senza alcuna espressione (ovvero con i contorni ben delineati ma con occhi, naso e bocca sfuocati), di identificare l’emozione corrispondente all’espressione facciale neutra, che veniva presentata per più tempo (467 ms). I risultati confermano l’ipotesi di partenza, nonché gli studi precedenti, poiché rivelano una ridotta attivazione nelle regioni frontali dell’emisfero destro e nel nucleo caudato destro nei soggetti alessitimici rispetto ai non alessitimici. Non è stata tuttavia rilevata una ridotta attivazione nell’amigdala, nell’insula,  nelle aree temporo-occipitali o nel giro paraippocampale. Si può sicuramente affermare che l’alessitimia influenza anche i primissimi processi di percezione dello stimolo emotivo in soggetti depressi e che risulta interessare il processamento di stimoli emotivi sia negativi (come atteso) che positivi.

Quanto emerso supporta, dunque, l’ipotesi secondo cui l’alessitimia sarebbe di fatto associata ad un deficit funzionale dell’emisfero destro, sede delle emozioni, di cui è opportuno tener conto negli studi futuri. Certo è che non è possibile stabilire se il deficit sia associato o meno alla condizione di Depressione (sia quindi, stato-dipendente) o sia invece pregresso allo sviluppo del disturbo (sia quindi, un fattore di vulnerabilità). Sarebbe importante che studi longitudinali indagassero il funzionamento a livello neurale lungo il decorso, ovvero il trattamento, del Disturbo Depressivo associato all’alessitimia.

Bibliografia:

Suslow, T., Kugel, H., Rufer, M., Redlich, R., Dohm, K., Grotegerd, D., Zaremba, D., Dannlowski, U. (2016), Alexithymia is associated with attenuated automatic brain response to facial emotion in clinical depression.  In Progress in Neuro-Psychopharmacology & Biological Psychiatry 65,  pp. 194-200.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.