Tratti Borderline e Schizotipici in adolescenza: possibile co-presenza

di Sabrina Bisogno, Paola Falanga, Valentina Di Mauro

Nel periodo adolescenziale si colloca sia l’esordio del disturbo borderline (BPD) che del disturbo schizotipico (SPD); spesso i tratti di ambedue sono co-presenti.
Il DSM-5 delinea deficit sociali, acuto disagio interpersonale, scarsa capacità di stabilire e mantenere relazioni affettive, distorsioni cognitivo-percettive ed eccentricità nel comportamento come caratteristiche nucleari del SPD; il BPD si erge, invece, su quattro pilastri: marcata impulsività, instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore.
Badoud et al. (2014) hanno valutato la sovrapposizione di tratti schizotipici (ST) e borderline (BT) in adolescenza, nonché la diversa espressione di questi scegliendo come criteri la regolazione delle emozioni, lo stile di codifica della realtà e l’impulsività; variabili misurate con una batteria di test ad hoc somministrata a 119 adolescenti di età tra i 12 e i 19 anni. È emersa un’ apprezzabile correlazione tra BT e ST, la tendenza alla “catastrofizzazione” e mancanza di premeditazione maggiormente correlano con BT, mentre uno stile di codifica “interna” con ST. Nell’espressione di questi ultimi, recenti ricerche hanno evidenziato la centralità dello stile di codifica per il processamento delle informazioni (Valery et al., 2010). Parliamo di stile di codifica riferendoci ai filtri impliciti che si attivano in presenza di informazioni ambigue esterne da processare o valutare. Per la conoscenza della realtà si è soliti attingere a due fonti di informazione, la realtà oggettivamente data, quindi percetti ed eventi, e la seconda è la modalità con cui ciascuno costruisce ed organizza reti di significato. Dinanzi ad informazioni passibili di molteplici letture lo stile di codifica interno (come quello dei soggetti con ST), implica l’uso di concetti, conoscenze e teorie già presenti in memoria; indipendentemente dall’aderire o meno dello stimolo attuale ad una categoria preesistente (schema interpretativo). I soggetti con stile di codifica esterna, invece, prediligono le informazioni derivanti dal contesto.
La quantità d’informazioni attivante uno schema interpretativo varia a seconda che si esaminino avventatamente stimoli ambientali, in termini di categorie preesistenti di codifica (c. interna), o si proceda all’accumulo di evidenze (Lewicki, 2005) ottenute dal mondo esterno (c. esterna). Uno stile di codifica estremizzato e fisso favorisce l’attribuzione erronea di significati nella vita quotidiana (Dehon et al., 2011); non ultimi i modelli cognitivi della psicosi sottolineano la predominanza dello stile interno (Garety et al., 2001; Morrison et al., 1995). Attribuire contenuti interni a fonti esterne nei compiti di memoria è indice di un incremento dell’espressione schizotipica, sia in adolescenti sani (Larøi et al., 2005; Debbanè et al., 2009) che in schizofrenici adulti (Keefe et al., 2002; Brébion et al.,2000).
Recenti teorie riconoscono il ruolo cruciale della disregolazione emotiva nel BPD, (Linehan, 1993).
Badoud et al., (2014) mostra una sovrapposizione tra BT e disorganizzazione schizotipica, nonché un diverso livello di impulsività: alto per soggetti borderline, basso per schizotipici.
Per i primi si è riscontrata assenza di premeditazione, catastrofizzazione, forti reazioni emotive, scarse abilità di decision making, difficoltà nel valutare le conseguenze delle azioni e nel procrastinare la gratificazione. Per i secondi: facile accesso a stati alterati di coscienza, difficoltà ad interrompere l’azione ed assenza di flessibilità cognitiva.
Questa ricerca conferma l’ipotesi di co-presenza frequente di BT e ST in adolescenza, seppur legati a diversi e specifici meccanismi psicologici. Ultimo, ma non meno importante, aspetto portato alla luce da questo studio è la coesistenza di tali tratti anche in un campione non clinico di adolescenti; da tali dati potrebbero avere avvio nuove interessanti ricerche.

Bibliografia

  • Badoud D., Billieux J., Eliez S., Imhof A., Heller P., Eytan A. and Debbané M. Covariance and specificity in adolescent schizotypal and borderline trait expression. Early Intervention in Psychiatry, 2014,  9: 378–387. doi: 10.1111/eip.12120
  • Brébion G, Amador X, David A, Malaspina D, Sharif Z, Gorman JM. Positive symptomatology and sourcemonitoring failure in schizophrenia – an analysis of symptom- specic effects. Psychiatry Res 2000; 21: 119–31.
  • Debbané M, Van der Linden M, Gex-Fabry M, Eliez S. Cognitive and emotional associations to positive schizotypy during adolescence. J Child Psychol Psychiatry 2009; 50: 326–34.
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  • Keefe RSE, Arnold MC, Bayen UJ, McEvoy JP, Wilson WH. Source-monitoring decits for self-generated stimuli in schizophrenia: multinominal modeling of data from three sources. Schizophr Res 2002; 57: 51–67.
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  • Lewicki P. Internal and external encoding style and social motivation. In: Forgas JP, Williams KD, eds. Social Motivation: Conscious and Unconscious Processes. New York: Psychology Press, 2005; 194–209.
  • Linehan M. Cognitive–Behavioral Treatment of Borderline Personality Disorder. New York: Guilford Press, 1993.
  • Morrison AP, Haddock G, Tarrier N. Intrusive thoughts and auditory hallucinations: a cognitive approach. Behav Cogn Psychother 1995; 23: 265–80.
  • Valérie RV, Belayachi S, Van der Linden M. Internal encoding style and schizotypy in a subclinical sample. Eur Psychiatry 2010; 26:1519.

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