Elaborare il lutto del divorzio e non far ricadere il peso del dolore sui figli

di Olga Ines Luppino

 Come provare a impedire che le emozioni legate alla chiusura del rapporto di coppia prendano il sopravvento mettendo a repentaglio la serenità dell’essere insieme genitori

 In tempi come quelli attuali la fine di un patto d’amore è all’ordine del giorno. Sempre con più facilità le relazioni di coppia giungono all’epilogo aprendo la strada all’ardua realtà di una separazione che, nella stragrande maggioranza dei casi, innesca battaglie su questioni legali, economiche e sociali, per dirimere le quali l’intera comunità di amici e parenti, sostenitori ora dell’uno ora dell’altro partner, scende in campo. Fare i conti con l’impatto di una separazione è cosa ben diversa dal confrontarsi con una delle tante situazioni impreviste, inattese o non volute che si possono incontrare lungo un percorso di vita: i sentimenti che originano da una separazione possono essere molto intensi, considerato che, per quanto compromessa sia la relazione che si interrompe, la chiusura comporta pur sempre la perdita di qualcosa che si è amato un tempo o che si ama ancora. Superare la fine di un rapporto mette di fronte, pertanto, alla necessità di elaborare un lutto e chiama in causa, per tale ragione, un coacervo di emozioni a tratti apparentemente contraddittorie. La presenza dei figli complica certamente la partita, chiedendo agli ex partner di indugiare il meno possibile sulla loro disperazione e sulla loro rabbia per assolvere a doveri che spesso li mettono nella necessità di incontrarsi, scambiarsi informazioni, cooperare perché si risolva un problema o perché si prenda una decisione.

Come impedire, quindi, che le emozioni legate alla chiusura del rapporto di coppia prendano il sopravvento mettendo a repentaglio la serenità dell’essere insieme genitori?

La separazione comporta lo spostamento e lo sfaldamento dei confini che fino a quel momento hanno regolato le dinamiche di relazione, confini che, dopo la chiusura, vanno naturalmente ridisegnati. Perché questo avvenga nella maniera meno dolorosa possibile e nell’interesse primo dei minori, troppo spesso impropriamente coinvolti in lotte d’amore o di potere, è necessario che ciascun partner riconosca i propri vissuti inerenti la separazione e accetti quelli dell’altro, ugualmente intensi ma probabilmente diversi. Per quanto alcune coppie decidano di separarsi di comune accordo, infatti, sono molto più comuni situazioni in cui uno solo dei due decide anche per l’altro, prendendo per primo le distanze dalla relazione.

Numerose le linee guida utili in tal senso; di seguito alcune:

  • la rabbia ha spesso il fine di provocare la reazione dell’altro: è fondamentale pertanto rifiutarsi di confliggere cercando di non scivolare in giochi di provocazioni e accuse reciproche;
  • la distanza fisica ed emotiva dall’ex partner può aiutare le coppie ad alta conflittualità, specie nei primi periodi dopo la chiusura del rapporto, ragion per cui sarebbe opportuno limitare i contatti a poche questioni, sempre riguardanti i figli, e non utilizzare telefonate, mail, scambi di sms o lettere per ritornare sui contenuti relativi alla separazione: sfogarsi con l’ex partner non può portare ad altro che al conflitto;
  • le questioni da affrontare con l’altro vanno selezionate e limitate a quelle importanti per il benessere dei figli;
  • in presenza dei figli è bene evitare discussioni e liti specie se relative alla gestione del rapporto con loro (es. tempi di visita);
  • non svalutare mai l’altro genitore agli occhi di un figlio, meglio non dire nulla se non si ha qualcosa di buono da dire;
  • farsi aiutare da un professionista lungo il percorso di elaborazione e di accettazione del proprio dolore, di modo da riuscire a fare spazio a quanto di positivo un rapporto si porta con sé in termini di ricordi, di esperienze condivise, di emozioni.

Una separazione non può essere “perfetta” ma può di certo essere ben gestita, perché nel tenere conto delle risorse e dei limiti di ciascun partner, si riesca insieme a integrare e ridefinire la vecchia relazione in una nuova, nella consapevolezza che le famiglie separate sono pur sempre famiglie e che, seppur non più partner, si rimane coppia di genitori per sempre.

 

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