Praticare la Mindfulness uscire dalla corrente dei pensieri negativi

di Stefania d’Angerio

 La meditazione sta prendendo sempre più piede nei protocolli di terapia cognitiva. Ma quali sono gli effetti su chi la pratica?

“È davvero straordinario constatare quanto libero ti fa sentire il riuscire a renderti conto che i tuoi pensieri sono soltanto pensieri e non sono te stesso o la realtà”. Il biologo e scrittore statunitense Jon Kabat-Zinn riassume in maniera efficace il comune ritrovarsi immersi nei propri pensieri per poi scambiarli per realtà.

Lo psicologo Paul Watzlawick lo spiega attraverso una storiella: un uomo ha bisogno di un martello e decide di chiederlo al vicino; durante tutto il tragitto pensa che il giorno prima il dirimpettaio non l’aveva salutato perché forse aveva fretta oppure perché era arrabbiato con lui. Eppure, non gli aveva fatto proprio nulla e, se gli avesse chiesto qualcosa in prestito, gliel’avrebbe data di sicuro. Si ripete quanto solitamente lui è disponibile verso gli altri e pensa che se il vicino, invece, è così attaccato al suo martello, che se lo tenesse pure. Arriva e suona il campanello: “Buongiorno”, dice il vicino dopo aver aperto la porta. “Si tenga pure il suo martello, villano!”, risponde l’uomo.

Proprio così funziona la mente umana: non fa altro che costruire ipotesi, teorie, rappresentazioni, che non sempre corrispondono alla realtà.

E quando questo normale processo fisiologico prende il sopravvento, come nella storiella di Watzlawick, diventa “rimuginio”: un processo cognitivo che implica pensieri ripetitivi riguardo a eventi negativi che potrebbero accadere in futuro, o a eventi passati molto intensi dal punto di vista emotivo. Il rimuginio rappresenta un processo umano normale che diventa disfunzionale quando è eccessivo e incontrollabile.

Uno dei principali fattori che causano e mantengono la sofferenza mentale è la relazione che gli individui attivano con i propri stati interni. Un aspetto importante è la tendenza a lasciarsi sopraffare e dominare dai pensieri, che possono spingere in maniera automatica a un’azione.

La Mindfulness è una pratica esperienziale che permette di uscire dalla corrente dei pensieri attraverso la disidentificazione, cioè l’indebolimento dell’associazione di se stessi con i pensieri, attraverso un vedere più chiaro e accettante. Attraverso la pratica, i pensieri sono considerati come eventi mentali passeggeri o come immagini mentali della realtà.

Il ricercatore Jain, con la sua equipe, ha comparato studenti con disagio emotivo che hanno seguito un percorso di meditazione Mindfulness con altri che hanno seguito un percorso di rilassamento. Per entrambi i gruppi è stata riscontrata una riduzione del disagio emotivo e un aumento del tono dell’umore positivo. Tuttavia, solo nel gruppo di meditazione si è riscontrato una riduzione del rimuginio rispetto al gruppo di controllo.

Quindi le pratiche di Mindfulness sembrano essere efficaci per la riduzione del rimuginio e dei disturbi depressivi, ma anche sulla regolazione delle emozioni, migliorano la capacità di prendere decisioni in modo che riflettano i propri valori, aumentano l’accettazione e uno stile cognitivo, emozionale, comportamentale più flessibile. È importante, quindi, prendersi un momento, chiudere gli occhi, concentrarsi sulle sensazioni del corpo, ascoltare le sensazioni del respiro, osservare i suoni, portare la consapevolezza sui i pensieri.

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