Prontuario tascabile per le maxiemergenze

di Niccolò Varrucciu

Che cos’è il Pronto Soccorso Psicologico e come funziona

Nel corso dei decenni, gli studi di psicologia hanno descritto in modo sempre più accurato il funzionamento normale e patologico della persona, permettendo ai clinici di tutto il mondo di sviluppare tecniche psicoterapiche efficaci e raffinate.

Nel campo dell’emergenza, spesso non c’è il tempo che invece si riserva ad altri pazienti:

è facile capire come un terremoto o un attentato terroristico siano eventi drammatici, improvvisi e sconvolgenti.

Cos’è il Pronto Soccorso Psicologico?

È un approccio modulare atto ad aiutare bambini, adolescenti, adulti nel periodo immediatamente successivo all’evento traumatico. Si basa sul fatto che le persone potranno sperimentare una vasta gamma di reazioni post-traumatiche, fisiche, psicologiche, comportamentali e spirituali, alcune delle quali causeranno significativi livelli di stress, capaci d’interferire con il funzionamento adattivo della persona.

Chi lo effettua?

Il Pronto Soccorso Psicologico è stato progettato per essere eseguito da operatori emergenziali che forniscono assistenza nelle primissime fasi successive al disastro, come soccorritori del 118, vigili del fuoco, membri della protezione civile. Questo approccio specialistico si configura come una prima fase fondamentale di un intervento complesso atto al fronteggiamento del trauma.

Dove dovrebbe essere utilizzato?

Sono numerose le situazioni in cui è possibile e consigliabile utilizzare il modello, come nel caso di popolazioni di rifugiati, negli ospedali da campo, nelle aree di triage, nelle strutture per la gestione di problematiche in acuto, ma anche nei centri di sollievo per i primi soccorritori o altri operatori umanitari, nei centri operativi di emergenza, nei call center appositi, nei centri per la distribuzione alimentare, nei centri di accoglienza familiare, nelle case, nelle aziende.

Come avviene l’intervento?

L’efficacia di questo modello d’intervento è rintracciabile in vari costituenti, come le tecniche di raccolta delle informazioni, fondamentali ai soccorritori per velocizzare l’analisi dei bisogni e implementare le attività di supporto in maniera flessibile, su diverse culture e età dello sviluppo.

Parte fondamentale di ogni intervento è, inoltre, il materiale informativo che viene rilasciato alle vittime, di grande utilità nel percorso di recupero dal trauma. Nello specifico sono illustrati, fra le altre cose, i sintomi e le reazioni più comuni a breve, medio e lungo termine, in modo da rendere maggiormente prevedibile il futuro di persone la cui vulnerabilità e suscettibilità sono state notevolmente impattate.

Quali sono gli obiettivi?

  • Stabilire una relazione compassionevole e non intrusiva con le vittime.
  • Consolidare il senso di sicurezza a breve e a lungo termine, agendo tramite il canale emotivo e fisico.
  • Calmare e riorientare i sopravvissuti emotivamente sopraffatti.
  • Aiutare i sopravvissuti a comunicare quali siano i bisogni e le preoccupazioni principali.
  • Offrire assistenza pratica e informazioni per aiutare i sopravvissuti a soddisfare bisogni e risolvere, per quanto possibile, le preoccupazioni principali.
  • Collegare i sopravvissuti al più presto alle reti di sostegno sociale, compresi la famiglia, gli amici, la comunità.
  • Favorire l’utilizzo di strategie di “coping” adattive, aiutare a prendere consapevolezza dei propri punti di forza e incoraggiare l’assunzione di un ruolo attivo nel proprio processo di recupero.
  • Essere chiari sulla propria disponibilità, e se necessario, mettere in contatto la vittima con un altro operatore in grado di prestare le cure opportune.

Dal punto di vista professionale, è importante:

  • Operare soltanto all’interno di un contesto emergenziale autorizzato.
  • Regolare la confidenza in base alla situazione e alla persona.
  • Rimanere all’interno della propria competenza professionale.
  • Essere informati e sensibili su temi rilevanti per le altre culture.
  • Prestare attenzione alle proprie reazioni emotive e fisiche.

 

 Per approfondimenti:

 Brymer M, Jacobs A, Layne C, Pynoos R, Ruzek J, Steinberg A, Vernberg E, Watson
P, (National Child Traumatic Stress Network and National Center for PTSD) 2006. Psychological First Aid: Field operation guide – 2nd edition

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