Separarsi o restare insieme?

di Giulia Panarelli

sad view of young married couple using their mobile phone in bed ignoring each other as strangers in relationship and communication problems and internet social network addiction

I falsi miti sull’amore che minano il sereno evolversi della relazione sentimentale e che la psicoterapia può scardinare

Separarsi o restare insieme? Questa domanda scorre nella mente di molte persone, in tutto il mondo, più volte al giorno. “Continuano a pensarci, in segreto, mentre vivono la loro vita quotidiana”, afferma lo scrittore Alain de Botton. Confrontano la loro storia con quella degli altri, guardando le foto pubblicate sui social; ogni input dall’esterno spinge a riflettere se la propria storia sia “normale” oppure no. E se le cose vanno male, se si è così tristi e malinconici, è senz’altro colpa del partner. E allora, di nuovo, ci si rifugia nei social per cercare di evadere, di sognare il partner perfetto e forse per cercare un’altra anima gemella, senza impiegare nessuno sforzo per cercare di cambiare la situazione. Sicuramente, continua de Botton, “la decisione di portare avanti o rompere un rapporto è una delle più importanti e dolorose che dobbiamo prendere” e, quindi, va ben ponderata. Ma perché rimuginare ogni giorno su ciò che non va nella relazione? Perché questo senso diffuso e persistente di insoddisfazione, insofferenza, estrema attenzione ai difetti del partner e a quello che non è in grado di donarci? Perché oggi ci si separa con così tanta facilità? Esistono tanti falsi miti sull’amore che purtroppo minano un evolversi sereno della relazione sentimentale e non aiutano i partner a investire nel rapporto: l’amore rende felici, l’amore è per sempre, l’amore dovrebbe essere facile, il partner deve completare, “esiste un partner perfetto lì fuori che sta aspettando solo te”, come afferma lo psicoterapeuta australiano Russ Harris. E poi ci sono i film romantici, i romanzi, le poesie, le pubblicità, il mito del Principe Azzurro. Harris aggiunge che “costruire una relazione d’amore – o ripararne una che si sta rovinando – richiede tempo, fatica e impegno”. L’illusione dello stare sempre in connessione con il mondo aumenta l’insoddisfazione, il vuoto, il senso di solitudine e sviluppa, nelle persone, una incapacità di relazionarsi con gli altri, di vivere e gestire emozioni e sentimenti. Oggi basta un click per avere ciò che si vuole, per avere il meglio e disfarsi di ciò che non rende più felici.
Capire come ci si sente è molto difficile, il bombardamento sociale che si subisce e la variabilità dei propri sentimenti ostacolano ogni tentativo di decisione razionale. Quindi, o si decide di andar via con troppa facilità oppure si decide di restare ingabbiati in situazioni insoddisfacenti, rimanendo inerti. Qualcosa, invece, si può fare. Prima di tutto, porsi delle domande costruttive, piuttosto che star lì a guardare Facebook o film strappa lacrime e crogiolarsi nel malcontento. Alcune le suggerisce Alain de Botton: “Fino a che punto la nostra infelicità è provocata da questo specifico partner? Contribuiamo anche noi alla disarmonia? Anche noi siamo persone difficili con cui convivere? Quante sono le cose su cui riusciamo a non litigare? Quante persone non litigano o non hanno crisi dopo tanti anni insieme? Siamo pronti poi ad una vita da separati, fatta di sacrifici soprattutto economici, di figli visti solo tre giorni a settimana? Siamo pronti a correre il rischio di scambiare una infelicità familiare – creata da momenti difficili, spesso momentanei e falsati da condizionamenti esterni – con una nuova sconosciuta, ma più complessa infelicità? Davvero vogliamo scegliere la speranza a scapito dell’esperienza?”.

La psicoterapia, secondo Harris, può aiutare a scardinare i falsi miti e liberarsi da quei pensieri che generano rabbia, frustrazione e delusione, ostacolano il cambiamento e impediscono una relazione consapevole; aumenta la flessibilità di pensiero e l’autosservazione per smettere di accusare il partner e capire invece dove si sta sbagliando; sviluppa l’accettazione di ciò che non può essere cambiato e migliora il dialogo di coppia.

“Se dopo tutto ciò avete ancora voglia di rompere la relazione – conclude Alain de Botton – allora è giusto rompere con il cuore afflitto e la mente consapevole”.

Per approfondimenti:

Harris R., (2011) Se la coppia è in crisi … Imparare a superare frustrazioni e risentimenti per ricostruire una relazione consapevole, Franco Angeli

De Botton A., (2016) La scelta più difficile: separarsi o restare insieme? Video della serie The School of Life

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