Schizofrenia e trattamenti integrati. Il modello di Granholm

di Caterina Parisio

 “Date a un uomo un pesce e lo nutrirete per un giorno. Insegnate a un uomo a pescare e lo nutrirete per tutta la vita”

Tutte le definizioni presenti in letteratura sulla schizofrenia passano da concetti quali allucinazioni, deliri, sintomi prototipici. Provando, invece, a interrogare il senso comune su un tipico paziente affetto da schizofrenia, emerge un aspetto “fuori dall’ordinario”: un viso o un tono di voce vagamente inespressivi, di fronte al quale si avverte una sensazione di disagio. I fattori critici che determinano questo disagio possono essere riassunti nella definizione “deficit di abilità sociali”. Le abilità sociali sono comportamenti interpersonali regolati socialmente; essi includono codici sull’abbigliamento, regole su cosa dire o non dire, direttive sull’espressione delle emozioni, distanza interpersonale. Indipendentemente dal fatto che non abbiano mai appreso le abilità sociali o le abbiano perse, il basso funzionamento sociale è il core symptom di pazienti con schizofrenia.
È ormai evidente che, nonostante i recenti progressi in termini di farmacoterapia, il solo trattamento biologico non è sufficiente per ottenere uno stile adattivo di vita. Curare un paziente affetto da schizofrenia è una sfida per i clinici e per tutti coloro che quotidianamente si confrontano con persone affette da questa grave patologia. È indispensabile, a tal riguardo, conoscere approfonditamente la psicosi e riuscire a cogliere i segni che consentono una diagnosi precoce. Deficit cognitivi, deficit metacognitivi e conseguente mancanza di consapevolezza della propria malattia, basso funzionamento sociale: per ottenere un trattamento efficace, è necessario integrare in giuste dosi la terapia farmacologica e un efficace e personalizzato trattamento psicosociale.
Sono ormai numerosi i trattamenti psicosociali disponibili per le persone affette da schizofrenia, come i Social Skills Training, la terapia cognitivo-comportamentale, la Cognitive Remediation. Ogni tipo di trattamento ha uno specifico target: i social skills training sono indirizzati alle abilità necessarie per una vita indipendente e per un buon funzionamento sociale; la terapia cognitivo-comportamentale è focalizzata sui sintomi della psicosi, migliorando indirettamente il funzionamento sociale e la qualità della vita; la cognitive remediation ha, come bersaglio, i deficit cognitivi, ma può migliorare indirettamente l’efficienza lavorativa e sociale.
Gli autori Eric Granholm, John McQuaid e Jason Holden si sono mossi in questa direzione, mettendo a punto un modello d’intervento integrato tra terapia cognitivo-comportamentale e social skills training, sotto un unico programma che prende il nome di “Social Skills Training Cognitivo-Comportamentale per la Schizofrenia”. Migliorare la competenza sociale attraverso l’insegnamento di abilità e di problem-solving è spesso utile ma non sempre sufficiente a migliorare il funzionamento del paziente schizofrenico.

Ad esempio, le credenze circa la propria efficacia e le idee su come gli altri possono interpretare gli altrui comportamenti possono interferire anche con le persone socialmente più competenti.

Al contrario, credere nelle proprie capacità è fondamentale per perseguire ruoli socialmente stimati, ma scarse abilità sociali e di problem-solving possono smorzare l’efficacia anche nelle persone con sufficienti abilità cognitive. Il Social Skills Training Cognitivo-comportamentale è un trattamento psicosociale innovativo che integra training su abilità sociali, problem-solving e abilità cognitive in un unico programma, in cui la presenza dei pazienti è guidata dal desiderio di ogni singolo partecipante di raggiungere obiettivi specifici e personalmente significativi. Il programma è flessibile e può essere applicato singolarmente o in gruppo. Inoltre, il Social Skills Training Cognitivo-comportamentale per la schizofrenia è sostenuto da un crescente corpo di rigorosa ricerca che ne dimostra l’efficacia nell’aiutare le persone a raggiungere i loro obiettivi e migliorare il funzionamento psicosociale.


Per approfondimenti:

Alan S. Bellack, Kim T. Mueser, Susan Gingerich, Julie Agresta (2003), Social Skills Training per il Trattamento della schizofrenia (a cura di, Giuseppe Nicolò), Centro Scientifico Editore

Antonino Carcione, Giuseppe Nicolò, Michele Procacci (2012), Manuale di terapia cognitiva delle psicosi, Franco Angeli

Eric L. Granholm, John R. McQuaid, Jason L. Holden (2016), Cognitive-Behavioral Social Skills Training for Schizophrenia, Guilford

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.