Lo stress nel fare i genitori

di Laura Pannunzi

Il modello cognitivo di gestione dello stress nell’educare i propri figli, all’interno del programma “Coping Power Program”

Lo stress è una risposta fisica e psicologica alle richieste o alle pressioni provenienti dall’interno o dall’esterno (ambiente) dell’individuo. Quando si è in presenza di un evento difficile da fronteggiare, infatti, il corpo reagisce con dei cambiamenti. Il battito cardiaco e il ritmo della respirazione accelerano, la pressione del sangue si alza, la muscolatura entra in tensione. Queste e altre alterazioni possono verificarsi nello stesso momento. Se lo stato di tensione si protrae nel tempo, l’individuo sperimenta una sensazione di stanchezza cronica che può avere ripercussioni consistenti sul piano fisico e sullo stato di salute in generale. Inoltre, se una persona è esposta a numerose fonti di tensione, l’accumulo di questi eventi può condurre ad alti livelli di stress con conseguenze negative, anche sulle capacità educative e relazionali di un genitore.
I figli richiedono normalmente l’attenzione dei genitori e adempiere questo ruolo può essere a volte faticoso, specialmente se si aggiungono ulteriori fattori stressanti fuori dal contesto familiare.
Nel caso di figli con problemi di comportamento o con sintomatologie esternalizzanti in età evolutiva, l’attenzione e le energie richieste sono talvolta maggiori. I genitori, nell’educazione dei propri figli, si confrontano con tutta una serie di situazioni che richiedono interventi tempestivi, sentendo il peso di dover pensare costantemente a come gestirli. Questa modalità così attiva, attuata per il bene dei piccoli, può essere però molto stressante per un genitore regolarmente impegnato a pensare, pianificare, gestire e agire nel loro interesse. Qualora si verificasse un altro evento stressante in concomitanza, la possibilità di reagire in modo esagerato e perdere il controllo aumenterebbe in modo considerevole.
Per tali problematiche, uno dei pochi programmi con caratteristiche di comprovata efficacia è il “Coping Power Program”. Si tratta di un trattamento multimodale per il controllo e la gestione della rabbia nei bambini di età scolare, sviluppato da John Lochman, professore di psicologia clinica all’Università dell’Alabama, e alcuni suoi collaboratori, e introdotto in Italia da Pietro Muratori all’interno del servizio per i disturbi del comportamento dirompente in età evolutiva “Al dil là delle Nuvole” dell’IRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa.
Le sessioni per i genitori dedicate alla gestione dello stress prevedono delle attività volte ad aiutarli a pensare, a riorganizzare le loro modalità di gestione del tempo e a ridefinire le priorità tra i tanti compiti che sono chiamati a svolgere nella quotidianità.
La cornice teorica di riferimento usata a questo scopo è squisitamente cognitivista. Il modello cognitivo, infatti, contribuisce a mettere in luce come i pensieri possano turbare o rendere inquieta una persona, ma possono anche ridurre l’impatto dello stress sulla propria vita. Attraverso tecniche di “ristrutturazione cognitiva”, si aiutano i genitori a comprendere e a diventare consapevoli dei propri pensieri per guadagnare il controllo delle loro emozioni e comportamenti, avendo un effetto benefico  sia sullo stress percepito che nella relazione con i propri figli.

Per approfondimenti:                                                       

Lochman J.E., Wells K.C., Lenhart L.A.(2012). Coping Power. Programma per il controllo della rabbia e aggressività i bambini e adolescenti  (a cura di Muratori P., Polidori L., Ruglioni L., Manfredi A., e Milone A.) Edizione italiana.

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