Anatomia funzionale del sé: come il cervello gestisce gli stimoli

di Simone Gazzellini

Di cosa si compone il senso di sé, la cognizione della mia identità unica e irripetibile? Le aree da cui dipende il giudizio sulle emozioni

Gli studiosi Northoff e Bermpohl hanno proposto un interessante modello neuroanatomico del sé che chiama in causa le strutture mesiali del cervello: per intenderci, quelle che si affacciano sullo spazio centrale che separa i due emisferi. Tali aree del cervello sono infatti anatomicamente altamente interconnesse tra loro, tendono ad attivarsi simultaneamente e sono legate al sistema da cui dipende l’espressione emotiva.
Per stimoli riferiti al sé si intendono quegli stimoli, esterni o interni, che riguardano aspetti propri dell’individuo che li percepisce o che se li rappresenta, nel caso di stimoli interni. Esempi di stimoli esterni riferiti al sé sono quelli sociali e relazionali, le emozioni, le attitudini, i tratti di personalità. Gli stimoli interni riferiti al sé sono, invece, quelli propriocettivi (es. dolorifici, riguardanti la postura, le tensioni muscolari o lo stato di attivazione psicofisiologica), i pensieri o le immagini mentali riguardanti il sé, le memorie autobiografiche, i giudizi su stati emotivi percepiti, i giudizi su azioni compiute, i giudizi morali, le credenze circa le proprie abilità e le proprie attitudini.
La corteccia prefrontale orbito-mediale può essere considerata la porta d’ingresso del sistema mediale e integra stimoli multimodali “enterocettivi” (interni) e “esterocettivi” (esterni): è un’area che si occupa di classificare e rappresentare gli stimoli percepiti, particolarmente attiva quando l’individuo deve decidere se una determinata affermazione circa attitudini, tratti o emozioni è riferibile a sé oppure no.
La corteccia prefrontale dorso-mediale è coinvolta nella valutazione sull’asse positivo-negativo degli stimoli riferiti al sé: ad esempio il giudizio circa le proprie emozioni o propri tratti di personalità e il giudizio morale. Quest’area sembra inoltre giocare un ruolo importante nella teoria della mente e nel rappresentarsi lo stato mentale altrui.
La corteccia cingolata anteriore ha funzioni di controllo e monitoraggio di azioni e processi cognitivi: è responsabile, ad esempio, di processi come la selezione della risposta, la capacità d’inibire un’azione, la gestione di un conflitto o di un errore, il controllo della performance. Sembrerebbe che la funzione di monitoraggio delle proprie azioni sia compromessa nei soggetti con schizofrenia.
Il modello è supportato in ogni sua parte da evidenze empiriche, soprattutto da studi di risonanza magnetica funzionale. La fisiologia d’attivazione di questo network può tuttavia essere alterata in associazioni ad alcune condizioni mentali, come l’eccesso di pensiero introspettivo e l’incapacità di risolvere la ruminazione.

Per approfondimenti:

Northoff G, Bermpohl F. (2004) – Cortical midline structures and the self. Trends in Cognitive Sciences – 8: 102-7

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