Non faccio il pagliaccio, ho la Sindrome di Tourette

di Monica Mercuriu

Il bambino che emette i tic si sente osservato, criticato: gli viene chiesto di controllarli e spesso sperimenta emozioni come la vergogna e il senso di colpa

“È troppo ansioso”, “Lo fa di proposito per attirare l’attenzione”: queste le spiegazioni che spesso i genitori danno alla comparsa di una manifestazione ticcosa nei loro bambini.
I tic sono un disturbo diffuso nella popolazione pediatrica e, per la loro caratteristica estrinseca di visibilità, rapidità e variabilità, sono frequentemente sottovalutati e non trovano un approfondimento diagnostico adeguato.
I movimenti involontari intermittenti possono comparire nei bambini tra i quattro e i sei anni e prima dei 18 anni e si manifestano in maniera non costante per intensità, frequenza e durata. I tic, motori o vocali, possono essere transitori, durare per qualche mese e poi non ripresentarsi più (“disturbo transitorio da tic”) o perdurare per più di un anno (“disturbo cronico da tic”) oppure evolvere in un quadro sintomatico più grave, dove sono presenti sia tic motori multipli, sia tic vocali per più di un anno (“sindrome di Tourette”). Attualmente la diffusione dei sintomi ticcosi si aggira intorno all’1% nella popolazione mondiale adulta e al 18-20% della popolazione pediatrica e i maschi sono comunemente più colpiti delle femmine.

Nello specifico contesto italiano, i “ticcosi” sono tra gli ottocento e i novecentomila, mentre la sindrome di Tourette è riconducibile a oltre duecentomila soggetti. Il bambino che emette i tic si sente osservato, criticato, gli viene chiesto di controllarlo e spesso sperimenta un senso di impotenza e emozioni come la vergogna e il senso di colpa: il corpo non sembra più reagire ai suoi comandi, vorrebbe fermarlo ma non ci riesce e pensa di essere responsabile di questa condizione. Ecco alcune testimonianze: “Sono il pagliaccio della situazione, a scuola non fanno che ridere di me e più mi guardano più mi vengono”, Leonardo, 10 anni; “Mamma dice che la metto in imbarazzo quando andiamo in giro, io ci provo a fermarmi e calmarmi, ma quando penso a come fare mi sale la paura e i tic peggiorano ancora di più”, Alessandro, 12 anni.
Nel caso si tratti di sindrome di Tourette, oltre alla manifestazione ticcosa, sono presenti sintomi come aggressività, impulsività, disturbi dell’umore e di ansia, scarse abilità sociali e comportamenti ossessivo-compulsivi. La psicoterapia cognitivo comportamentale offre un supporto valido, integrato e efficace al trattamento dei disturbi da tic e della sindrome di Tourette in età evolutiva. È possibile intervenire, non solo farmacologicamente, ma anche attraverso un intervento psicoterapeutico mirato.

Per approfondimenti:

Woods, D. W. (2008), Managing Tourette syndrome: A behavioral intervention for children and adults therapist guide. Oxford University Press.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.