Uno studio sugli schemi maladattivi nella Bulimia e nella Depressione

di Roberta Trincas

In questo articolo vorrei descrivere brevemente uno studio in cui sono stati indagati gli schemi maladattivi che accomunano e quelli che consentono di distinguere la Depressione dalla Bulimia. In particolare, gli autori (Waller et al., 2001) hanno confrontato cinque gruppi: non clinici, bulimiche non depresse, bulimiche con depressione media (BD), bulimiche con depressione grave (BD), e pazienti con un disturbo depressivo maggiore (DDM).

L’obiettivo di questo studio è di verificare se disturbi diversi tra loro, ma accomunati da sintomi depressivi, possano essere caratterizzati da schemi maladattivi specifici. A tal fine, gli autori hanno somministrato l’YSQ (Young Schema Questionnaire; Young, 1994) per identificare gli schemi maladattivi e il BDI (Beck Depression Inventory) per discriminare i livelli di depressione. Hanno, inoltre, confrontato due metodi di scoring dell’YSQ. Il primo (Waller et al., in corso di stampa) considera la media dei punteggi agli item in ogni scala; il secondo è il criterio utilizzato da Young, in cui si considera il numero di punteggi alti in ogni scala.

In generale, hanno osservato che i pazienti con DDM e le BD hanno schemi maggiormente maladattivi rispetto alle bulimiche non depresse. Gli autori considerano questo risultato come una prova a sostegno della validità dell’YSQ nel discriminare patologie differenti sulla base degli schemi maladattivi.

Inoltre, osservano delle differenze negli schemi evidenziati a seconda della modalità di scoring utilizzata.

Con il primo metodo, hanno osservato differenze significative tra gruppi clinici e non clinici in termini di maggiori punteggi agli schemi maladattivi (Abbandono, Dipendenza, Inadeguatezza, Impulsività); ma non sono state rilevate differenze tra DDM e BD. Entrambi i gruppi con depressione (DDM e BD) si differenziano dalle Bulimiche mediamente depresse e non depresse per gli schemi Abbandono, Deprivazione Emotiva, Impulsività, Sfiducia/Abuso. Con il secondo metodo di scoring, invece hanno osservato che i pazienti con DDM si differenziano rispetto agli altri gruppi per i punteggi alle seguenti scale: Dipendenza, Vulnerabilità e  Sottomissione. Tuttavia, gli autori osservano che il primo metodo ha una maggiore validità discriminante tra gruppi clinici e non clinici. Mentre il secondo metodo di scoring sembra essere meno discriminante, per esempio non sottolinea le differenze tra il gruppo non clinico e le Bulimiche con depressione media o non depresse. Consente di distinguere, invece, i gruppi con alti e bassi livelli di depressione.

Infine, considerando i risultati osservati con il primo metodo, le Bulimiche non depresse mostrano più schemi maladattivi rispetto al gruppo non clinico, riguardanti la paura di fallimento. Le Bulimiche con depressione media e alta mostrano schemi più maladattivi su entrambi i fattori. Mentre, il gruppo con Depressione Maggiore mostra alti livelli sugli schemi maladattivi inerenti Inadeguatezza e Isolamento Sociale, ma schemi relativamente sani sul Fallimento.

Gli autori traggono le seguenti conclusioni: 1) i pazienti maggiormente depressi generalmente hanno schemi più maladattivi; 2) le bulimiche (con o senza depressione) e i pazienti con DDM sembrano caratterizzati da alti livelli di schemi maladattivi riguardanti le Relazioni Sociali e il Valore Personale (Isolamento Sociale e Inadeguatezza/Vergogna).

Questo studio rappresenta il tentativo di indagare l’esistenza di schemi maladattivi specifici che consentano di distiguere tra differenti disturbi. La letteratura sull’argomento risulta ancora in via di sviluppo, inoltre si osservano risultati contradditori in merito. Per esempio, diversi studi dimostrano che non tutti i soggetti con depressione sembrano avere gli stessi schemi maladattivi (Colman, 2010). Tali contraddizioni possono essere determinate, in parte, dai differenti metodi di scoring utilizzati, in parte dalla comorbilità che si osserva nei campioni considerati e, infine, dal fatto che, probabilmente, esistono ancora poche prove che dimostrano la validità della teoria degli schemi e dei questionari utilizzati da tale modello.

Bibliografia
Waller, G., Shah, R., Ohanian, V. e Elliott, P. (2001). Core beliefs in bulimia nervosa and depression: the discriminant validity of Young’s Schema Questionnaire. Behavior Therapy, 32, 139-153.

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