“If I told you not to think of a white bear, how many times you would think?”

di Caterina Parisio

Un personale resoconto su ciò che è stato il Congresso SITCC 2016: pensieri ed emozioni

Mi ha sempre affascinato la risposta che Paul Sweeney, economista e scrittore irlandese, diede durante un’intervista: “Capisci d’aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso qualcosa di importante”. In fondo è così che ci si sente dopo la visione di un film che ci ha toccati profondamente al punto da lasciarci senza parole; in fondo è un po’ così che mi sono sentita alla chiusura del XVIII Congresso Nazionale SITCC che si è svolto pochi giorni fa (15-18 Settembre) a Reggio Calabria. Un misto di emozioni ha caratterizzato questa 4 giorni di studio ed approfondimento, di condivisione e teaser_sitcc_0839464b9f6daa57f205c1dc1e40b55dricerca al punto che, al termine, spinta anche da un velo di malinconia, ho sentito il bisogno di scrivere qualcosa su ciò che è stato. Partiamo dal titolo del Congresso: “L’evoluzione della Terapia Cognitiva: un ponte tra ricerca e clinica”.

I concetti di “evoluzione” e “ponte” rimandano, di per sé, ad un’aria di cambiamento, integrazione, di una spinta da parte della Società verso un confronto aperto ad altri approcci. Di fatto, in parte, così è stato: la terapia cognitiva standard, con i suoi interventi top-down, si è ritrovata più volte a confrontarsi con i sostenitori del bottom-up e con i nuovi trattamenti, i cosiddetti interventi di terza generazione, proprio per condividere e discutere la prospettiva del nostro futuro nei prossimi anni. Ampio risalto hanno avuto i Simposi sulle ricerche, soprattutto quelle condotte da giovani colleghi, segnale forte del fatto che una Società, giunta comunque al suo XVIII Congresso, vanta il fiorire di sempre nuovi terapeuti.

Ben 70 i Simposi svoltisi durante le tre giornate del 16-17 e 18, più 5 importanti Whorkshop precongressuali e 2 Plenarie dal sapore internazionale: uno tenuta da Martin Bohus, Presidente della Società Europea per lo Studio sui Disturbi di Personalità (ESSPD), Presidente dell’Associazione Tedesca per la Dialectical Behavior Therapy (DBT) e Co-Presidente della ‘International Strategic Planning Meeting for DBT (SPM)’, che ha illustrato una serie di nuove scoperte nella ricerca sul Disturbo Borderline di Personalità e l’altra tenuta da Stefan G. Hofmann, Ph.D.- President IACP Professore di Psicologia presso la Boston University, dove è Direttore del ‘Psychotherapy-Emotion Research Laboratory’, Presidente della Associazione Internazionale di Terapia Cognitiva (IACP) e Past-President della Associazione Americana di Terapia Cognitiva Comportamentale (ABCT). Hofmann con la sua “Emotion in Psychotherapy” ha rapito una sala strapiena, focalizzando il suo intervento sui meccanismi di cambiamento in Psicoterapia, l’applicazione delle Neuroscienze in ambito clinico, in particolare sulle emozioni, la loro regolazione e sulle diverse espressioni culturali della Psicopatologia.

Altri due punti meritano particolare attenzione: il risalto dato alla psicopatologia dell’età evolutiva, spostando sempre più l’accento sul concetto di prevenzione e il cambiamento, sia in termini concettuali che di intervento clinico, del concetto di psicopatologia all’interno dei quadri complessi come i Disturbi di Personalità.

Gli stimoli ricevuti da ogni singolo Whorkshop sono stati molteplici ma probabilmente, il punto più alto di formazione si è raggiunto nella giornata conclusiva di Domenica durante la Plenaria dal titolo “Terapeuti al lavoro: Diversi approcci a confronto nella conduzione del colloquio clinico”, tenuta da figure come quella del Dr. Giovanni Liotti, Antonio Semerari, Sandra Sassaroli e Juan Balbi.

“La buona riuscita di un Congresso si misura anche dal livello di condivisione e clima di divertimento che si respira alla cena sociale”: queste le parole pronunciate dal Presidente della SITCC, Rita B. Ardito, poco prima della chiusura dei lavori. Tale pensiero rimanda ad un altro aspetto che ha caratterizzato il Congresso, la cena sociale. La sera del sabato ha visto infatti quasi tutti i partecipanti ai lavori trascorrere una bellissima serata di spensieratezza ed allegria, durante la quale soprattutto le giovani leve hanno potuto sperimentare che persino i professori ballano e si divertono!!!

Sarebbero davvero tante le cose da aggiungere, infiniti gli spunti di ricerca e studio su cui cominciare a ragionare, molte le foto da riguardare a testimonianza della bellezza respirata in quei 4 giorni ma nel frattempo essendosi fatta ora tarda, provo a “sopprimere” tutti questi pensieri, nonostante la voce di Hofmann riecheggi in mente “This mechanism is maladaptive. If I told you not to think of a white bear, how many times you would think?”

Che non sia il caso fare un po’ di mindfulness???

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