Oltre la furia

di Niccolò Varrucciu

Trauma, condotte antisociali e criminalità

Il Disturbo Antisociale di Personalità e la psicopatia sono spesso utilizzati in maniera intercambiabile, nonostante, da un punto di vista fenomenologico e clinico, presentino sostanziali differenze.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) definisce il Disturbo Antisociale di Personalità come un quadro pervasivo d’inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, apprezzabile fin dall’età di 15 anni e caratterizzato dall’incapacità di conformarsi a norme sociali, disonestà, impulsività, irritabilità e aggressività, inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri, irresponsabilità abituale e mancanza di rimorso.

La psicopatia è un disturbo di personalità caratterizzato da rigide credenze su se stessi, sugli altri e sul mondo, orientate a raggiungere il massimo grado di autonomia e indipendenza, oltre che allo sfruttamento degli altri, visti la maggior parte delle volte come malevoli. Alcuni autori l’hanno definita come la perdita definitiva del sentimento umano e del sentimento di essere nel mondo degli umani.

Aver ben chiare le differenze fra queste due condizioni è molto importante, alla luce del fatto che commettere atti antisociali non significa necessariamente essere psicopatici, così come essere psicopatici non significa necessariamente uccidere.

La cosa certa è che gli psicopatici, nascondendosi spesso dietro modelli di normalità che rende difficile identificarli, hanno gravi impulsi antisociali, che frequentemente agiscono non curandosi delle conseguenze delle loro azioni. In sostanza, trattengono gli impulsi, li congelano e li agiscono al momento opportuno. Inoltre, la grande propensione alla noia e la necessità di stimoli sempre più intensi si configurano come fattori di rischio a delinquere.

Al contrario, gli antisociali, anche se mantengono una certa capacità di manipolazione, sono impulsivi ed esprimono l’aggressività in modo manifesto.

Anche se spesso vittime di esperienze traumatiche, i racconti delle persone affette da psicopatia non lasciano trasparire la minima emozione, proprio a causa della loro insensibilità alle punizioni, al contrario di persone con disturbo antisociale di personalità.

Molto vulnerabili all’umiliazione, utilizzano comportamenti violenti per gestire tale emozione quando diventa pervasiva.

Proprio i traumi sembrano giocare un ruolo molto importante nella genesi delle condotte violente e criminali. Dati di letteratura sembrano concordare sul fatto che le “personalità criminali” non siano innate e sul come alcune circostanze aumenterebbero la vulnerabilità a questi di tipi di comportamenti. Alcuni studi evidenziano come sia l’esposizione a traumi familiari precoci sia il Disturbo Post Traumatico da Stress (o la presenza di entrambi) correlino positivamente con un maggiore rischio di comportamenti criminali, per il costante stato di allarme e di paura di subire maltrattamenti che spinge queste persone a comportamenti violenti atti a proteggersi e controllare l’ambiente circostante.

Così, durante lo sviluppo e in seguito a esperienze traumatiche ripetute e complesse, si susseguono esperienze che si configureranno come un vero e proprio storico criminale, partendo da comportamenti antisociali nell’infanzia, di vera e propria devianza nell’adolescenza e francamente criminali nell’età adulta.

Alla luce dei dati disponibili, sembra fondamentale prendere in considerazione il trauma e i disturbi correlati, sia in termini di ricerca sia d’implementazione di protocolli clinici sempre più efficaci, che permettano non soltanto una migliore comprensione del comportamento criminale ma dell’offender stesso in termini di processi psicologici, cercando segnali precoci che consentano di non agire tale comportamento. Per fare ciò, soprattutto riguardo alla psicopatia, è importante porre la dovuta attenzione all’insensibilità al dolore e ai vissuti di umiliazione che spesso ingenerano la dinamica criminale.

Per approfondimenti:

Cleckley, H. The mask of sanity. Emily S. Cleckley, Augusta, GA, 1941

Hare, R.D. La psicopatia. Valutazione diagnostica e ricerca empirica. Astrolabio, Roma, 2009

Porges SW. The polyvagal theory: phylogenetic substrates of a social nervous system. Int

Psychophysiol 2001; 42:123–146.

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