Adolescenti e condotta: il giusto approccio

di Laura Pannunzi

Le differenze di genere, in adolescenti con disturbo della condotta, possono modificare il processo decisionale

L’adolescenza rappresenta la fase in cui più facilmente si possono fare scelte rischiose; tale assunzione di rischio può, a volte, portare l’adolescente a mettere in atto comportamenti notevolmente dannosi per la propria e altrui salute.
Se l’adolescente in questione presenta un disturbo della condotta (DC), la situazione si aggrava. Tra le caratteristiche cliniche del DC, sembrano esserci, infatti, una propensione per le scelte azzardate, alterazioni nella capacità di prendere decisioni ed eccessivi comportamenti di ricerca del rischio.

I ricercatori dell’Università di Southampton hanno proposto a 100 adolescenti del Regno Unito la versione modificata del Risky Choise Task, letteralmente “prova della scelta rischiosa”: tale prova prospetta due diverse ricompense tra cui scegliere, associate rispettivamente alla vincita o alla perdita di differenti quantità di punti. Tra i vari confronti presentati, era possibile scegliere l’opzione di controllo o l’opzione rischiosa.
Scegliendo l’opzione di controllo, l’adolescente poteva vincere o perdere solo pochi punti, con il 50% di probabilità; scegliendo invece l’opzione rischiosa, poteva vincere o perdere, rischiando grosse quantità di punti.
Tra i 100 adolescenti selezionati, 49 presentavano un disturbo della condotta e 51 erano a sviluppo tipico.
Gli adolescenti affetti da disturbo della condotta hanno mostrato, rispetto ai coetanei a sviluppo tipico, maggiore tendenza a fare scelte imprudenti.
Nello specifico, lo studio ha dimostrato come l’opzione rischiosa venisse scelta con l’assenza di un chiaro vantaggio di un’opzione sull’altra.
L’obiettivo dello studio era, inoltre, indagare le differenze di genere nella presa di decisione in adolescenti affetti da DC: mentre le ragazze con disturbo della condotta presentavano una maggiore cautela nelle loro scelte, non differenziandosi troppo dalle loro coetanee a sviluppo tipico, i maschi, rispetto ai loro coetanei a sviluppo tipico, manifestavano una maggiore tendenza al rischio.
Seppure gli studi siano ancora preliminari, si potrebbe dedurre che alcuni meccanismi specifici del disturbo della condotta possano portare, nei due sessi, ad approcci terapeutici diversi, dovuti a traiettorie di sviluppo e fattori causali differenti.

Per approfondimenti:

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta editione. DSM-5. Milano, Raffaello Cortina Editore.

Sidlauskaite, J., González‑Madruga, K., Smaragdi, A., Riccelli, R., Puzzo, I., Batchelor, M. Fairchild, G. (2017). Sex differences in risk‑based decision making in adolescents with conduct disorder. European Child & Adolescent Psychiatry,1-10.doi: 10.1007/s00787-017-1024-9

 

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