Psicoterapia cognitivo comportamentale di terza generazione e intervento in infanzia e adolescenza

a cura di Sara Covarino

Giunta alla 7ª edizione, la Giornata Anconetana di Psicoterapia, svoltasi lo scorso 27 marzo presso La Loggia dei Mercanti di Ancona e patrocinata dall’Ordine degli psicologi delle Marche, si conferma essere un evento importante dal punto di vista formativo e clinico.

Il seminario, organizzato dalla sede della Scuola SPC di Ancona, appartenente al network di Scuole di Psicoterapia APC e SPC, è stato dedicato ai modelli della cosiddetta “terza ondata” della terapia cognitivo-comportamentale, offrendo uno spazio di approfondimento e di riflessione su tali approcci efficaci in ambito evolutivo.

Le terapie della “terza ondata” sono forme di psicoterapia che si evolvono a partire dalla CBT standard, si caratterizzano per una maggiore attenzione ai processi contestuali, alla regolazione emotiva e alla relazione che l’individuo ha con il proprio mondo interiore.

In questo filone si collocano l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), la Mindfulness-based therapy, la Dialectical Behavior Therapy (DBT) e la Schema Therapy.

Declinate in ambito evolutivo, tali prospettive offrono strumenti particolarmente efficaci per rispondere alla complessità dei bisogni psicologici di bambini e adolescenti.

L’ACT, ad esempio, promuove la flessibilità psicologica attraverso processi di accettazione, orientamento ai valori e azione impegnata. La DBT si focalizza sul potenziamento delle abilità di regolazione emotiva, tolleranza alla sofferenza e competenze interpersonali. La Schema Therapy integra tecniche cognitive, emotive ed esperienziali per intervenire sugli schemi maladattati precoci, infine, le pratiche di Mindfulness permettono di favorire la consapevolezza e l’autoregolazione, particolarmente utili nel processo di crescita e sviluppo.

Ad aprire la giornata è stato il contributo della dott.ssa Stella Totino, che ha presentato il programma mindfulness “Il fiore dentro”, illustrando i risultati di uno studio pilota condotto in una classe di scuola primaria. La dottoressa ha proposto una riflessione sul contesto in cui i bambini di oggi si inseriscono: agende ricche di impegni e pressioni sulla performance scolastica e sportiva, che riducono il tempo per il gioco libero; il costante sovraccarico di stimoli digitali e sensoriali che frammentano l’attenzione; l’essere sganciati dal momento presente e dalle proprie emozioni con il conseguente incremento di ansia, difficoltà attentive ed impulsività. L’intervento ha evidenziato i benefici delle pratiche di consapevolezza come un aumento della consapevolezza di sé, maggiore resilienza, migliore regolazione emotiva, potenziamento delle funzioni cognitive come attenzione, concentrazione e problem solving, incremento nell’ambito dell’autonomia personale e riduzione di sintomi psicopatologici.

Successivamente, la dott.ssa Lavinia Lombardi ha approfondito l’applicazione della Schema Therapy nell’infanzia e nell’adolescenza, presentando il modello dell’Inner House nel trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo attraverso uno studio su casi singoli. Tale intervento utilizza strumenti creativi e materiali che consentono di semplificare il modello con lo scopo di migliorare la relazione terapeutica con il bambino e l’adolescente e aiutarlo nella comprensione dei loro stati emotivi e dei loro comportamenti. Viene chiesto al paziente di immaginare la propria mente come una casa, dove ogni stanza ospita un “Mode” specifico. L’obiettivo finale è far sì che la parte dell’Adulto Sano interiorizzato diventi il “padrone di casa”, gestendo le altre parti in modo funzionale. Il contributo ha messo in luce l’utilità di strumenti esperienziali e metaforici per favorire la comprensione dei mode e promuovere cambiamenti nei pattern disfunzionali.

La dott.ssa Elena Cirimbilla ha poi illustrato i principi dell’Acceptance and Commitment Therapy applicati al contesto educativo, con particolare riferimento al modello DNA-V. La dottoressa ha posto attenzione alla scuola come contesto preventivo in quanto è un luogo in cui transitano i ragazzi, rappresenta un “laboratorio relazionale quotidiano” e uno spazio in cui si consolidano i pattern e le strategie di coping. È stato presentato il libro “La promozione del benessere nei bambini. Allenare la mente felice nei contesti educativi”, un ottimo strumento per gli insegnanti e per tutti coloro che desiderano sostenere il benessere dei bambini all’interno dei loro ruoli professionali. Ogni capitolo è centrato su una delle Sei Vie del Benessere, sei modelli di azione noti per la loro elevata correlazione con aspetti positivi della salute mentale. L’intervento ha evidenziato come questo approccio possa sostenere lo sviluppo di flessibilità psicologica negli studenti, promuovendo comportamenti orientati ai valori e competenze utili per affrontare le sfide quotidiane in ambito scolastico.

Nel corso della giornata, l’attenzione si è spostata anche sulle problematiche adolescenziali più complesse. In questo ambito, la dott.ssa Giordana Ercolani ha presentato un intervento centrato sulla Dialectical Behaviour Therapy per adolescenti con difficoltà di regolazione emotiva e comportamenti a rischio. Il modello DBT è stato descritto come un possibile “sentiero di mezzo” capace di integrare accettazione e cambiamento, offrendo strumenti concreti per la gestione delle emozioni intense e dei comportamenti disfunzionali. La dottoressa, presentando il caso clinico di un’adolescente con ideazione suicidaria, isolamento sociale e comportamenti autolesivi, ha messo in evidenza come la combinazione di più interventi possa essere la chiave per promuovere il benessere del paziente. Nello specifico, alle tecniche della CBT standard, è stato fondamentale integrare i diversi strumenti dell’ACT e della DBT.

A concludere la giornata è stato l’intervento del dott. Emanuele Rossi, che ha proposto una riflessione sull’utilizzo delle metafore in ACT, soffermandosi in particolare su “L’autobus della vita”, tema anche del suo lavoro divulgativo. Attraverso questa metafora, la vita viene rappresentata come un viaggio in cui la persona è alla guida di un autobus popolato da “passeggeri” talvolta difficili, quali pensieri, emozioni e ricordi. L’intervento ha evidenziato come tali contenuti interni, pur essendo a volte disturbanti, non debbano necessariamente determinare la direzione del percorso.

Richiamandosi ai principi dell’ACT, è stata sottolineata l’importanza di sviluppare una relazione più consapevole e compassionevole con la propria esperienza interna. In questa prospettiva, l’obiettivo non è eliminare la sofferenza, ma modificare il modo di rapportarsi ad essa, seguendo i valori che guidano le nostre azioni.

Complessivamente la 7ª Giornata Anconetana ha offerto un’occasione di aggiornamento e riflessione su approcci contemporanei particolarmente rilevanti per il lavoro clinico ed educativo con bambini e adolescenti.

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