Senti che puzza…d’ansia!

di Carlo Buonanno

Ad occhi ed orecchie inesperte sembra impossibile che situazioni sociali complesse come un crimine, la perdita di una persona cara o una condotta prosociale possano essere decodificate anche grazie al naso. Una conferma che se vedi oltre il tuo naso, sentirai puzza d’ansia, oppure odore di felicità, arriva da un recente studio pubblicato sull’ultimo numero di Emotion.

Ricercatori dell’università di Dresda hanno chiesto a 119 soggetti a quali odori e/o immagini fossero associate le emozioni di base (sono felice se odoro…) ed hanno costruito classi di appartenenza di odori ed immagini, in relazione alle risposte fornite. In questo modo hanno ottenuto 7 classi evoluzionisticamente fondate: Natura, Piante, Animali, Umani, Cultura, Morte, Cibo. Tra gli obiettivi dello studio, testare due canali apparentemente concorrenti: vista ed olfatto. E la vista vince, ma non di tanto.

Ebbene, quasi tutti i partecipanti associano un odore al disgusto e alla felicità (99%). Il 76% dichiarava odori che evocano ansia, il 57% odori per la sorpresa. Solo il 53% per la rabbia ed il 43% per la tristezza.

Quali sono le classi a cui appartengono gli stimoli olfattivi in grado di suscitare le emozioni di base?

Tra le classi di odori e profumi che stimolano felicità, le piante (58%), seguite dal cibo (26%). Le classi per il disgusto sono la morte ed i rifiuti (55%), seguiti dai prodotti della cultura (15%).

Confermata l’ipotesi che la rabbia e la tristezza vengano elicitate con più facilità e frequenza da stimoli visivi, contrariamente a quanto accade per il disgusto e per la felicità. Per l’ansia, i dati non sono così chiari. Tre quarti dei soggetti indicano fattori olfattivi che stimolano la comparsa di ansia. In questo caso, gli autori hanno ipotizzato che intervenga un meccanismo volto all’evitamento di situazioni rischiose, una delle funzioni fondamentali del sistema olfattivo. L’evitamento di un ambiente in cui sono presenti rischi è possibile elicitando emozioni di disgusto ed ansia, con conseguente rifiuto o allontanamento dall’oggetto.

Infine, più della metà dei soggetti (55%) dichiarava che la maggior parte degli stimoli olfattivi che producono disgusto ricadono nella classe della morte e dei rifiuti. Feci, vomito, oggetti marci, rifiuti organici rappresentano una minaccia di tipo microbiologico. Evitare questi oggetti servirebbe ad evitare di ammalarsi.

Bibliografia

Ilona Croy, Selda Olgun, Peter Joraschky (2011). Basic emotions elicited by odors and pictures. Emotion, Vol. 11, No. 6, 1331-1335.

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