Dopo un mese dalla sua scomparsa, rileggendo sabbie…

di Elena Prunetti

È un mese che Franco è morto.

E’ sempre più vivido il ricordo del suo rapporto con la vita e le sue passioni.Sabbie

Vien facile immaginarlo nella solitaria scalata della duna che ci ha descritto in modo limpido e forte. (Clicca qui per scaricare il testo SABBIE)

Questa volta non sentirà le nostre voci provenienti dal campo che gli chiedono un consiglio, un aiuto, un sorriso o solo un po’ di compagnia.

La tristezza si alterna alla rabbia ben descritta da una sua studentessa che il giorno dopo l ultimo saluto ci disse: “ma quando si e’ allontanato dal campo per assaporare la felicità della sabbia, solo con se stesso, non ha pensato ai suoi amici che lo stavano aspettando?…li ha lasciati soli…”

Crediamo che Franco, se ci potesse dire qualcosa, oggi ci ricorderebbe che possiamo accettare questa sua assenza e dobbiamo continuare ad impegnarci in quello che crediamo vivendo con passione e gioendo di quello che la vita ci offre perché’ si può fare, e lui lo ha insegnato a noi con la sua vita e anche nel modo con cui ci ha lasciati.

Lo ricordiamo

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