S.O.S. Mobbing

di Emanuela Pidri

Il Mobbing sul lavoro: che cos’è, protagonisti e richiesta d’aiuto

Il Mobbing è un fenomeno che si manifesta attraverso episodi di violenza fisica, morale o psicologica in ambito lavorativo. Le diverse tipologie di Mobbing (Bossing, Mobbing orizzontale-verticale-trasversale, Comobber, Doppio Mobbing) si sviluppano lungo un processo a sei fasi. Durante le prime fasi viene individuata la vittima verso cui dirigere la conflittualità (conflitto mirato), gli attacchi da parte del mobber non causano ancora sintomi o malattie di tipo psico-somatico sulla vittima ma tuttavia le suscitano un senso di disagio e fastidio (Inizio del Mobbing), fino a quando la vittima comincia a manifestare problemi di salute protratti nel tempo (primi sintomi psico-sociali). Con la quarta fase (errori e abusi dell’amministrazione del personale), il Mobbing diventa pubblico e spesso viene favorito dagli errori di valutazione da parte dell’ufficio del personale che portano il mobbizzato a entrare in una situazione di vera disperazione, con forme ansiose e depressive più o meno gravi (serio aggravamento della salute psico-fisica della vittima). L’esito ultimo del Mobbing implica l’uscita della vittima dal posto di lavoro, tramite dimissioni volontarie, licenziamento, ricorso al pre-pensionamento o anche esiti traumatici quali il suicidio, lo sviluppo di manie ossessive, l’omicidio o la vendetta sul mobber (esclusione dal mondo del lavoro).
Il mobber, cioè colui che inizia e continua l’attacco, può avere vari motivi per assumere tale ruolo: paura di perdere il lavoro o la posizione duramente guadagnata; paura di essere surclassato ingiustamente da qualcun altro più giovane, più qualificato, più simpatico; ansia di carriera che porta a spazzare via qualsiasi ostacolo, vero o presunto, gli si palesi davanti; semplice antipatia o intolleranza verso qualcuno con cui è costretto a lavorare fianco a fianco ogni giorno. Per quanto riguarda i tratti di personalità del mobber, Field elenca quattro tipologie: Disturbo Antisociale, Bordeline, Paranoide, Narcisistico. I mobber possono essere, inoltre, persone caratterialmente difficili, colleriche, autoritarie, megalomani, criticone e tutta una gamma di frustrati al di fuori del lavoro che sfogano i propri istinti repressi sui colleghi. Il tratto tipico del mobbizzato, invece, è l’isolamento.
La vittima di Mobbing si sente incompresa e sola, in una situazione in cui non sa come è entrata e spesso nemmeno perché. Fra le conseguenze, rientrano: perdita d’autostima, depressione, insonnia, disturbi alimentari, disturbi d’ansia, disturbi psicosomatici. Inoltre il Mobbing è causa di cefalea, annebbiamenti della vista, tremore, tachicardia, sudorazione fredda, dermatosi. I mobbizzati possono presentare modalità paranoiche banali, più psicopatiche che psicotiche dovute a condizioni esogene contraddistinte da vessazioni e umiliazioni continue e persistenti. Chiedere un aiuto è spesso necessario per uscire dal circolo vizioso che caratterizza le vittime di Mobbing. L’intervento psicologico non può prescindere dalla definizione del fenomeno e dalla comprensione dei vissuti emotivi a esso correlati (solitudine, isolamento, spaesamento, umiliazione, impotenza, sensi di colpa, vergogna, vendetta, esclusione sociale). La terapia Cognitivo-Comportamentale risulta essere efficace  sia da un punto di vista psicofisiologico, con adeguate tecniche di rilassamento, sia comportamentale (tecniche di gestione dello stress, gestione del conflitto e training assertivo), nonché cognitivo, ristrutturando i pensieri automatici che contribuiscono a formare la credenza di base disfunzionali e sviluppando così una nuova modalità di approcciare ai problemi con il conseguente recupero dell’autostima. Il trattamento si basa sulla costruzione di una narrativa che spieghi perché la persona si sente in un modo particolare in concomitanza con alcune tecniche psicoterapiche di decondizionamento e l’Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ove la verbalizzazione è più limitata con l’obiettivo di ridurre i sintomi ansiosi e depressivi e superare il trauma correlato a tale esperienza.

Per approfondimenti:

Aksakal FN et al (2015).Workplace physical violence, verbal violence, and mobbing experienced by nurses at a university hospital. Turk J Med Sci. 45(6): 1360-8.

Benedetti M (2013). il Mobbing: tipologie del mobbing. Psicologia del Lavoro.

Beckers, Christine/Mertz, Hanne (1998): Mobbing-Opfer sind nicht wehrlos, Friburgo, Herder

Brinkmann, Ralf D. (1995): Mobbing, Bullying, Bossing. Treibjagd am Arbeitsplatz, Heidelberg, Sauer-Verlag

Ege, Harald (1996): Mobbing – che cos’è il terrore psicologico sul posto di lavoro, Bologna, Pitagora

Ege, Harald e Lancioni, Maurizio (1998): Stress e Mobbing, Bologna, Pitagora

Esser, Axel/Wolmerath, Martin (1997): Mobbing – Der Ratgeber für Betroffene und ihre Interessenvertretung, Colonia, Bund

Leymann, Heinz (1993): Mobbing. Psychoterror am Arbeitsplatz und wie man sich dagegen wehren kann, Reinbek, Rowohlt

Leymann H., (1996). The Content and Development of Mobbing at Work. European Journal of work and organizational psychology, 5 (2), 165-188.

Leymann H., (2001). Mobbing at work and the development of post-traumatic stress disorders. European Journal of Work and Organizational Psychology, vol.5, N. 2, 251-275, 1996. vol. 92,  n.1.

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