Innovazione, ricerca e connessioni nella Schema Therapy
a cura di Katia Tenore e Barbara Basile
Dal 28 al 30 maggio 2026 si è svolta a Salonicco la conferenza internazionale INSPIRE 2026 della International Society of Schema Therapy, uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale dedicati alla Schema Therapy. Il congresso, intitolato “Innovating Connections: Bridging Mind, Body and Culture through Schema Therapy”, ha riunito clinici, ricercatori e formatori provenienti da tutto il mondo, offrendo tre giornate dense di contributi scientifici, workshop esperienziali e momenti di confronto interdisciplinare.
Anche la Italian Academy of Schema Therapy ha aderito all’evento con entusiasmo e coinvolgimento, rappresentata da Katia Tenore e Barbara Basile, in un contesto internazionale estremamente stimolante, che ha confermato la crescente vitalità e l’evoluzione della Schema Therapy nei diversi ambiti clinici e di ricerca.
Un congresso orientato al futuro della psicoterapia
Fin dalle sessioni inaugurali è apparso chiaro come INSPIRE 2026 abbia voluto proporre una visione della Schema Therapy profondamente aperta all’innovazione, all’integrazione e al dialogo tra approcci differenti. Il programma ha dato grande spazio all’integrazione tra mente e corpo, alle neuroscienze, ai temi culturali, alla complessità traumatica, ai nuovi sviluppi della ricerca e persino alle potenziali applicazioni dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica.
Le keynote hanno rappresentato uno dei punti più significativi dell’intero congresso. Particolarmente apprezzato è stato l’intervento di Arnoud Arntz, figura storica della Schema Therapy, che ha presentato un aggiornamento sui più recenti risultati della ricerca internazionale, soffermandosi sui trial controllati randomizzati, sugli sviluppi dell’Imagery Rescripting e sui nuovi strumenti di assessment in fase di validazione internazionale.
Molto intensa anche la keynote di Susan Simpson, dedicata alla ri-concettualizzazione della modalità dell’Adulto Sano attraverso embodiment, connessione con la Natura e prospettive relazionali e culturali. Un intervento che ha mostrato come la Schema Therapy stia progressivamente ampliando i propri orizzonti teorici, includendo le dimensioni corporee e sociali e una crescente attenzione agli effetti e ai sintomi emotivi legati ai cambiamenti climatici.
Trauma, corpo e regolazione emotiva: temi centrali del congresso
Uno dei filoni più presenti all’interno del congresso è stato sicuramente quello relativo al trauma complesso e alle tecniche corporee. Numerosi workshop hanno approfondito il ruolo del corpo nella codifica delle esperienze traumatiche e nelle modalità di coping maladattive.
Tra gli incontri più seguiti vi sono stati i workshop sulle somatic interventions nella Schema Therapy, sulle applicazioni neurobiologiche del lavoro con le modalità schema e sull’integrazione tra Schema Therapy, EMDR e Deep Brain Reorienting.
È emerso con forza un orientamento condiviso: la necessità di integrare il lavoro cognitivo ed emotivo con una maggiore attenzione ai processi somatici, alla regolazione neurofisiologica e alla sicurezza corporea. In molti interventi è stato sottolineato come il lavoro esperienziale — imagery rescripting, chairwork, tecniche corporee e interventi relazionali — rappresenti oggi uno dei nuclei più innovativi e trasformativi della Schema Therapy contemporanea.
Grande interesse hanno suscitato anche gli approfondimenti dedicati al criticismo interno, alla vergogna e all’autocritica. Workshop come “All Roads Lead to the Critic” hanno proposto modelli sofisticati per comprendere le funzioni protettive delle modalità punitive e criticanti, integrando prospettive compassion-focused, neurobiologiche e relazionali.
Nuove applicazioni cliniche della Schema Therapy
INSPIRE 2026 ha mostrato con chiarezza quanto la Schema Therapy stia espandendo i propri ambiti applicativi. Accanto ai tradizionali disturbi di personalità, sono stati presentati lavori relativi a DOC, disturbi alimentari, autismo, ADHD, burnout autistico, trauma intergenerazionale, sessualità, lavoro con le coppie e problematiche identitarie legate allo stress socioculturale.
Particolarmente interessante è stato il crescente dialogo tra Schema Therapy e approcci basati sull’evidenza scientifica per il trattamento del DOC e dell’ansia. La presentazione sul protocollo SCHerp (Schema-Therapeutic Exposure) ha mostrato modalità innovative di integrazione tra esposizione con prevenzione della risposta e lavoro sugli schemi e sulle modalità, soprattutto nei casi più complessi e resistenti.
Molti contributi hanno inoltre evidenziato l’importanza di una prospettiva culturalmente sensibile. Diversi relatori hanno affrontato il tema dell’adattamento transculturale della Schema Therapy, mostrando come concetti quali autonomia, attaccamento, confini relazionali e bisogni emotivi assumano configurazioni differenti nei diversi contesti culturali.
L’intelligenza artificiale entra nel dibattito clinico
Uno dei temi più innovativi e dibattuti dell’intero congresso è stato sicuramente quello relativo all’intelligenza artificiale. Diverse sessioni hanno esplorato le potenzialità e i limiti dell’AI all’interno della pratica terapeutica, aprendo interrogativi etici e clinici di grande attualità.
Workshop e tavole rotonde hanno discusso l’uso di strumenti AI come facilitatori del limited reparenting, il possibile supporto tra una seduta e l’altra, ma anche i rischi legati alla regolamentazione, ai confini terapeutici e alla sicurezza emotiva dei pazienti.
Il fatto che tali temi siano stati affrontati all’interno di un congresso internazionale di Schema Therapy testimonia la volontà della comunità scientifica di confrontarsi con le trasformazioni culturali e tecnologiche contemporanee senza perdere di vista i valori centrali della relazione terapeutica.
Il contributo dell’Italian Academy of Schema Therapy
La partecipazione della Italian Academy of Schema Therapy ha rappresentato un importante momento di presenza italiana all’interno della comunità internazionale della Schema Therapy.
In particolare, Barbara Basile ha presentato una ricerca dal titolo “Understanding Schema Chemistry: An Investigation of Schemas Within Intimate Relationships”, dedicata al fenomeno della “schema chemistry”, ovvero quella intensa e immediata attrazione relazionale che può emergere quando i partner attivano reciprocamente i propri schemi maladattivi precoci.
Lo studio, condotto su coppie eterosessuali, ha mostrato associazioni significative tra gli schemi dei partner, soprattutto nei domini della Disconnessione/ Rifiuto e della Mancanza di Autonomia. I risultati suggeriscono che le relazioni caratterizzate da un innamoramento tipo “colpo di fulmine” tendano a mostrare una maggiore attivazione di pattern schema-driven, associati a strategie di coping maladattive e a un minore benessere nella coppia stessa.
La presentazione ha suscitato interesse per la sua rilevanza clinica e teorica, offrendo spunti importanti per comprendere i processi relazionali nella coppia attraverso il modello della Schema Therapy.
La presenza italiana al congresso ha inoltre favorito occasioni di networking, confronto clinico e scambio scientifico con colleghi provenienti da numerosi Paesi, consolidando ulteriormente i legami della comunità italiana con il panorama internazionale della Schema Therapy.
Una comunità scientifica viva e in evoluzione
Uno degli aspetti più significativi di INSPIRE 2026 è stato il clima di apertura, collaborazione e curiosità scientifica che ha caratterizzato l’intero evento. Accanto alle sessioni accademiche, il congresso ha valorizzato anche il dialogo tra clinici esperti, giovani terapeuti e ricercatori emergenti, creando un contesto estremamente dinamico e partecipato.
La varietà dei temi affrontati — dalle neuroscienze all’arte terapia, dalla psicoterapia di gruppo alle tecnologie immersive, dal trauma culturale alla supervisione clinica — ha mostrato una comunità scientifica capace di interrogarsi criticamente sui propri modelli teorici e di evolvere senza perdere coerenza clinica.
Particolarmente evidente è stata l’attenzione crescente verso il rafforzamento dell’Adulto Sano, non soltanto come obiettivo terapeutico individuale, ma anche come dimensione relazionale, sociale ed etica. In molti interventi è emersa una visione della Schema Therapy come approccio profondamente umano, orientato non solo alla riduzione dei sintomi ma anche alla costruzione di resilienza, connessione e significato.
Conclusioni
INSPIRE 2026 ha rappresentato molto più di un semplice congresso scientifico: è stato uno spazio di incontro internazionale in cui ricerca, pratica clinica, esperienza emotiva e innovazione hanno dialogato in modo autentico e creativo.
Per la Italian Academy of Schema Therapy, la partecipazione a questo evento ha costituito un’importante occasione di aggiornamento scientifico, confronto internazionale e valorizzazione del contributo italiano alla ricerca in Schema Therapy.
Tornare da Salonicco dopo tre giornate così intense significa portare con sé nuove idee, nuovi strumenti clinici e soprattutto la conferma che la Schema Therapy continua a essere un modello vivo, in continua evoluzione, capace di integrare profondità clinica, rigore scientifico e sensibilità umana. Nell’attesa del prossimo convegno internazionale che si terrà nel 2028 in Brasile, a seguito del convegno focalizzato sulla ricerca nell’ambito della Schema Therapy che verrà organizzato da IAST a Roma nel 2027!



