IV Forum sulla Formazione in Psicoterapia – Assisi, 14/15/16 Ottobre 2011

di Carlo Buonanno

Ad Assisi, io c’ero…

Assisi 2011. Scienza della mente e, al termine della seconda giornata, poesia della scienza. Il tono enfatico è una tentazione alla quale non ho saputo resistere. Il potere delle immagini ha esaltato quello dei numeri. Le immagini sono quelle dell’intervento di Daniele Di Pauli, che ha raccontato lo stigma dell’obesità con sole immagini. Davvero emozionante.

Calda era anche l’atmosfera del dibattito, che fin dall’inizio è stato alimentato grazie a relazioni di pregio, metodologicamente ben costruite, oltre che intellettualmente stimolanti. Non mi va di concentrarmi sui fotogrammi. Guardando Assisi da lontano, ho una gran voglia di fare come Daniele. Immagini che raccontano…

Le aspettative di Sandra Sassaroli e Francesco Mancini che, ad inizio lavori, auspicavano una maggior attitudine al rischio (“Buttatevi di più, rischiate anche la figuraccia!”), hanno trovato riscontro nei livelli d’ansia. Bassi. Accidenti, davvero bassi. Almeno pensando ai miei quando intervengo ad un congresso. L’annotazione è per sottolineare non solo l’attitudine al rischio, ma la sicurezza che agire con rigore metodologico quando si procede ad una ricerca rappresenta una forza. Sarà che mi abbandono facilmente al tono enfatico di cui sopra, ma sono convinto che il livello di presentazioni e poster sia sensibilmente migliorato rispetto a due anni fa. Parlo delle intuizioni che hanno mosso le ricerche e parlo della realizzazione dei progetti che quelle intuizioni hanno provato a dimostrare. Come faccio a dirlo? Ancora per l’indiscutibilità dei metodi ma, soprattutto, perché non avevi tempo di formulare una domanda, che subito ti piombava addosso la curiosità suscitata dalla presentazione successiva. La mente procede a buoni ritmi se incontra buone idee.

Sessioni Comunicazioni Orali
Sessioni Comunicazioni Orali

Assisi ancora invasa dalla marea… di studenti. Da Roma a Milano, passando per Modena, Napoli, Verona, San Benedetto del Tronto, Ancona, Grosseto, Reggio Calabria, Firenze, Lecce, tutti gli allievi hanno pacificamente occupato la città. Questo si, come due anni fà. Capannelli al primo freddo, a commentare relazioni. E non solo. Combriccole al bar, davanti a un buon bicchiere di vino, provando a ragionare sulla noia come trigger nei pazienti bipolari, su come implementare metanalisi e costruire strumenti per ridurre il gap tra la clinica e la ricerca. O ad interrogarsi su cicli terapeutici o se Why sia megliuo di How. Lasciatemi per un attimo contravvenire ai propositi di raccontare con immagine a focus ampio. A guardarli bene e da vicino, mentre i colleghi parlavano, i volti cambiavano. Cosa ci trovo di così straordinario? Le espressioni corrucciate dall’impegno per tirar fuori un suggerimento su come procedere ed arricchire una ricerca si alternavano alle risate. Crasse e un po’ rosse. Ho visto gente che si divertiva. Insomma, a fare ricerca ci si diverte.

Sessioni Poster

Tra due anni, il ventennale dell’APC. A giudicare dall’alto tasso di quartine recitate durante la cena sociale, sono sicuro che tra due anni tutti arriveranno ancora con in tasca ricerca e poesia. Quel simpatico collega di Modena, che ha urlato l’entusiasmo per i “suoi”, con risposte sempre in rima ed entusiasmo di un simpatico collega napoletano che inneggiava ai “suoi” (e anche un po’ ai “miei”), mi ha fatto venire in mente che il patrimonio di entusiasmo costruito due anni fà non si è disperso.

La cena sociale
Un momento della cena sociale

Si, lo so, è solo goliardia. Ma vuoi mettere? Mettere d’accordo i due, quelli di Modena e quelli di Napoli. Metterli d’accordo su un titolo: l’entusiasmo è patrimonio che fa bene a clinica e ricerca. Anche il rosso di Mancini e Sassaroli…

Sassaroli e Mancini
Il brindisi dei direttori durante la cena sociale

E gli anziani (Anziani tipo saggi della saga di Guerre Stellari. Tipo Yoda e cose così. Mica vecchi! Ué!), gli anziani arrivati a questo punto, potranno dirlo: ”Siamo soddisfatti!”. Con favore ed ottimismo. Il favore per aver raccolto quanto seminato. Il granaio è pieno. “Yes-Yes”. Senza “But”…

14 risposte a “IV Forum sulla Formazione in Psicoterapia – Assisi, 14/15/16 Ottobre 2011”

  1. Martedì sera, dopo il 4° forum di Assisi, 2011, mentre sfoglio il libro degli abstract…
    Ripenso a quando ho iniziato questa scuola quattro anni fa (!): ero sicuro che mi avrebbe dato tutti gli strumenti per imparare ma non avrei pensato che mi avrebbe dato anche così tanta voglia di farlo, così tanta motivazione a crescere in questo campo.

    Questo week end di presentazioni dei lavori di ricerca degli studenti di tutte le scuole di Italia mi ha lasciato una sensazione forte: mi hanno colpito non solo l’altissimo livello scientifico di tutti i lavori presentati, che li rende più che adatti ad approdare a congressi internazionali, ma anche il clima di entusiasmo, leggerezza, allegria con cui tutti gli allievi hanno esposto relazioni e lavori a cui hanno lavoro duro per mesi e mesi. So già che rileggerò molti dei dati che sono stati presentati in questi giorni in riviste scientifiche: mi sento fortunato ad aver scelto questa scuola che ci ha dato strumenti di crescita così potenti. È vero: scienza e leggerezza, impegno e vitalità, serietà e calore umano (compassione?..) possono coesistere e questo forum di Assisi lo ha dimostrato abbondantemente.

    A tutti i trainer e gli insegnanti: grazie per averci mostrato il “come” oltre che il “cosa” della psicoterapia, grazie per averci ascoltato e per continuare a farlo, grazie per averci guidato in questo percorso di eccellenza e per averci dato tutto quello che sapevate. In fondo..grazie per credere in noi, alla bontà delle nostre menti, grazie per aver dato così tanto valore alla nostra curiosità.

    Ci vediamo fra 2 anni! (posso tornare anche se ho finito la scuola, vero??)

    Nicola Petrocchi

  2. Non me ne perderò più uno di congressi di Assisi, fosse anche che per farlo dovessi rinunciare a quelli dei senior.
    Le dispute teoriche antiche e personalizzate lasciano il posto a ricerche su temi nuovi e inaspettati.
    Le sfilate solitarie dei papaveri lasciano spazio a grandi mazzi di fiori di campo.
    Le guerre di potere e gli schieramenti pregiudiziali sono superati dalle amicizie trasversali.
    Ad Assisi ho visto un modo di fare scienza serio ma allegro, meritocratico ma cooperativo
    E, poi…tanta bella gioventù, come forse eravamo noi trent’anni fa
    Un grazie a Francesco Mancini, Sandra Sassaroli e San Francesco ospitante.

    Roberto lorenzini

  3. Si è da poco concluso ad Assisi il IV Forum sulla Formazione in Psicoterapia. Ho apprezzato molto la possibilità offerta a noi studenti di metterci in gioco in un contesto di riflessione che ci ha visto “spacciatori” di idee in un proficuo scambio tra allievi e maestri. Penso che per molti sia stata una sterzata e abbia fornito una marcia in più per andare avanti nello studio e nella formazione con interesse, curiosità e passione: una vera e propria mobilitazione di competenze ed energie per favorire la sensibilizzazione e la diffusione di una solida e critica cultura scientifica a fondamento della pratica clinica evidence based.
    Le tematiche trattate hanno spaziato dall’età evolutiva alle emozioni, dall’attaccamento ai disturbi alimentari, dall’importanza attribuita a stati mentali, credenze e stili di pensiero alla necessità di poter contare su strumenti, tecniche e protocolli di intervento condivisi e, non ultimo, hanno riguardato le difficoltà incontrate dallo psicoterapeuta nella professione. Ad esempio, grazie ad una metanalisi di studi finalizzati a valutare l’efficacia di programmi di intervento psicologico sui disturbi esternalizzanti in età evolutiva è stato interessante riflettere su come tali trattamenti siano efficaci sui sintomi esternalizzanti ma non altrettanto su i sintomi internalizzanti e sulla depressione materna ad essi associati, da cui la necessità di utilizzare programmi di intervento multimodali. Molto interessante è stato anche un altro studio che ha messo in evidenza come la noia sembra essere un’entità di tratto e non di stato specifica del Disturbo Bipolare, il che potrebbe indicare che i pazienti con tale disturbo sembrano essere più sensibili alla noia, meno capaci di tollerarla e più tendenti a rispondere con condotte disorganizzate, impulsive e caotiche. Una rivisitazione della letteratura ha avuto l’obiettivo di sintetizzare, attraverso lo strumento del Causal Modeling, i vari modelli del Disturbo Ossessivo Compulsivo per offrirne un modello unico, graficamente rappresentato, che tenga conto del maggior numero di aspetti che caratterizzano il disturbo. Ancora, la validazione della scala MCQ, ha messo in luce l’impatto che il rimuginio e il meta-rimuginio hanno nella genesi e nel mantenimento delle patologie dello spettro internalizzante in età evolutiva. E ancora, uno studio sulle credenze dei medici di base circa la professione dello psicologo ha toccato un punto che ci sta a cuore per quanto riguarda la spendibilità della nostra formazione nel mercato del lavoro … e tanti altri originali spunti.
    L’inaspettato livello scientifico delle relazioni ha dimostrato competenza, professionalità e dedizione. In particolare ha stimolato l’apertura di efficaci canali di comunicazione e lo scambio tra professionisti accomunati dalla stessa formazione, sottolineando l’importanza della collaborazione.
    Si è trattato di un momento di importanza decisiva, non solo perché contribuisce alla nostra crescita culturale ma anche perché costituisce uno dei presupposti per il pieno esercizio della nostra professione, che ci vede chiamati a compiere sempre più spesso scelte che, per essere davvero autonome e responsabili, implicano una solida cultura scientifica di base.
    I momenti sociali e interpersonali, quali le pause, la cena sociale e altri momenti di ritrovo hanno rappresentato una naturale “violazione” del setting scientifico a riprova che la conoscenza non si esaurisce nel mero studio ma si apre a 360 gradi sugli aspetti della nostra vita, è fatta di rapporti e condivisione e, perché no, di allegria e divertimento a suon di vino, che hanno dato colore e calore alle temperature invernali di Assisi, rafforzando un circolo virtuoso di motivazione ed entusiasmo.
    Un sentito ringraziamento a quanti si sono impegnati per la realizzazione di questo Forum e a quanti l’hanno reso vivo con la propria partecipazione nel senso più ampio del termine. Un grazie particolare va ai nostri esperti maestri che ci guidano e ci sostengono con l’ambizione di seguirli nella maniera più umile possibile ma ugualmente tenace.
    Daphne Capobianco

  4. Condivido appieno il pensiero di Carlo e degli altri colleghi: la permanenza ad Assisi è stata di notevole impatto culturale ed emotivo.

    Di rado ai congressi si avverte quella piacevole sensazione di tranquillità e di accoglienza e, senza alcun dubbio, di queste giornate passate in giro per la cittadella ad apprezzare lavori e colleghi provenienti da tutta l’Italia, conserverò il piacere di una intensa esperienza di “vera” condivisione.

    Un sincero ringraziamento, dunque, al Prof. Mancini e anche a chi ha lavorato (e, talvolta, sopportato!!!) “dietro le quinte” per la realizzazione del Forum, l’organizzazione è stata davvero eccellente.

    Grazie.

    Walter Sapuppo.

  5. Caro prof. Buonanno, grazie per la citazione.
    Assisi conserva sempre un’atmosfera magica fatta dei sogni e fame di conoscenza dei numerosi allievi che vi partecipano.
    Anche se sono specializzato da poco mi sono sentito vecchietto vedendo i diversi gruppi di studenti intorno a me.
    Devo anche ammettere di essere rimasto piacevolmente stupito nel vedere i relatori salire sicuri e affrontare la platea.
    Se il valore continua a crescere di questa velocità la psicoterapia ne potrà solo beneficiare.
    Due anni fa ero ad Assisi per la prima volta, ero da poco specializzato, portavo un poster (sempre sullo stigma e obesità) e una relazione sul destino lavorativo degli specializzati dell’APC ed SPC di Verona.
    Quell’intervento era una fotografia incoraggiante di ciò che ci sarebbe aspettato terminata la scuola.
    In questi due anni ho sposato la mia fidanzata e collega Tiziana, e siamo arrivati ad Assisi con una vita nella sua (di Tiziana) pancia.
    Al termine della mia presentazione ho reso pubblica un’immagine dell’ecografia di questa vita che si sta affaciando al mondo.
    Lo scopo era quello di dire che la scuola può dare tanto sul piano professionale, ma anche umano (Tiziana l’ho conosciuta a scuola) e una vita che nasce rappresenta il futuro … e quindi quale migliore augurio per un futuro in crescita per tutti.
    Sono contento che il mio intervento sia stato accostato a una poesia, perchè la psicoterapia, il colloquio, la costruzione di un’alleanza terapeutica, la gestione di momenti di stallo o fratture dell’alleanza … , i nostri vissuti, sentimenti, emozioni, paure, dubbi …, le emozioni del paziente, gli sviluppi che ci aspettiamo e quelli che non ci aspettiamo … cosa sono se non poesia …. la relazione con l’altro è poesia, la condivisione delle emozioni è poesia, chiedere e dare aiuto è poesia, capire l’altro è poesia, accettare i nostri limiti è poesia, riuscire a fare stare meglio le persone è poesia, riconoscere e accettare i nostri errori per diventare psicoterapeuti e persone migliori è poesia ….
    Descrivere una terapia può essere poesia …. senza mai dimenticare la scientificità, la teoria, lo studio, la professionalità e l’umiltà, e il fatto di seguire una cornice teorica, ma senza volere lavorare come altri che vediamo bravi, ma mantenendo quell’autenticità che è solo nostra e che rende la nostra terapia, la relazione con l’altro … unica …
    Daniele Di Pauli

  6. Ciao a tutti!!!!! Quì è Napoli che interviene…per noi del gruppo IV anno SPC (Na), questa edizione ha rappresentato la seconda esperienza e leggendo il commento di Carlo Buonanno, che tra l’altro ringrazio vivamente (anche a nome di tutti i miei colleghi), concordo con l’idea che ci sia stata un’impennata scientifica circa tanto la modalità espositiva dei lavori come pure per quel che concere l’impalcatura metodologica su cui poggiava ciascuna ricerca presentata! Trovo che Carlo sia stato davvero impeccabile nella descrizione… Il Forum è stata un’esperienza intrisa di entusiasmo e gratificazione che fanno da sfondo ad uno scenario fruttuoso e produttivo proprio a testimonianza del fatto che “la mente procede a buoni ritmi se incontra buone idee (e io aggiungerei) alla luce del divertimento e della condivisione”, che sono il motore della realizzazione di un obiettivo comune La SCIENZA. Grazie e ….ci vediamo alla prossima occasione di CONDIVISIONE!

  7. Faccio parte del gruppo della SPC di Napoli che ha da poco terminato il primo anno. Sono uno studente anomalo, nel senso che sono più anziano della maggior parte dei docenti della scuola, essendomi avvicinato alla psicologia alle soglie dei 50 anni ed oggi, all’età di 57 anni, mi ritrovo a far parte di questo meraviglioso gruppo di giovani psicoterapeuti in formazione. Dopo l’esperienza del forum sono ancora più felice della scelta fatta. Nonostante la mia età avanzata e di conseguenza le numerose esperienze fatte nei miei 35 anni di lavoro, devo riconoscere, anche con una certa sorpresa, che questa esperienza è stata bellissima e che da essa ne sono uscito arricchito sia da un punto di vista professionale che da un punto di vista personale. Ho capito, se ce n’era ancora bisogno, che c’è moltissimo da fare e che forse la ricerca può dare soddisfazioni al pari della pratica terapeutica. Gli argomenti trattati sono stati tutti di grande interesse ed alcuni di notevole originalità. Il contesto è stato coinvolgente, piacevole e rilassante, trasmettendo serenità e, in alcuni momenti, allegria. Anche la cena sociale è stata ben organizzata e coinvolgente, sia per merito degli organizzatori ma anche per merito dei partecipanti, soprattutto del gruppo di Modena e del gruppo di Napoli.
    Un grazie particolare è dovuto ai miei compagni di corso, ragazzi eccezionali, che mi hanno accolto nel loro gruppo come fossi uno della loro età senza farmi minimamente avvertire il disagio che avrei potuto provare come unico anziano in un gruppo di giovani.
    Speriamo che tra due anni potrò provare le stesse sensazioni anche se sarà difficile visto che per me era la prima esperienza di questo tipo ed in genere in questi casi le emozioni hanno una valenza maggiore.
    Arrivederci allora tra due anni quando, mi auguro, sarò in dirittura d’arrivo.
    Ciro Persico

  8. Per rispondere a Nicola, ad Assisi non solo si può, ma sicuramente si deve tornare da neo-specializzati……..io l’ho fatto e grazie a quella particolare atmosfera che tutti abbiamo respirato, fatta di stimolante confronto, amicizia, divertimento e serietà al tempo stesso, sono riuscita a parlare in pubblico, apportando il mio modesto contributo e quello ben più importante del gruppo di lavoro al quale ho partecipato, il tutto senza riportare irreversibili danni psicologici come invece immaginato!!!
    Del tutto in accordo con Carlo Buonanno quando dice che “a far ricerca ci si diverte”!
    Grazie davvero a tutti per la splendida esperienza!

  9. Partecipare al forum di Assisi ha acceso ancora di più in me l’entusiasmo con il quale sto affrontando questo percorso nella Scuola di Specializzazione…una scuola di formazione, di vita, di amicizie…
    E’ stato davvero stimolante condividere le nostre idee, i nostri lavori, le nostre esperienze professionali e personali…rendersi conto che anche noi, come i nostri “maestri”, stiamo costruendo la storia della psicologia e della psicoterapia.
    E’ stato piacevolissimo, inoltre, assaporare il gusto della convivialità, dello stare insieme in allegria!!!

    Grazie a tutti!!!

  10. Era la prima volta che partecipavo al Forum d’Assisi e non credevo che ne sarei uscita così soddisfatta sia dal punto di vista formativo che umano.
    Il clima accogliente e ben organizzato rendeva ancor più bello ascoltare le varie presentazioni e condividere opinioni con vecchie e nuove conoscenze.
    I miei complimenti vanno soprattutto ai giovani colleghi che si sono cimentati nel relazionare con grande disinvoltura (chi più chi meno) i loro lavori.
    La sera di sabato poi è stata molto divertente a tal punto che il giorno dopo me lo sono perso purtroppo.
    Non mancherò assolutamente alle prossime edizioni.
    Grazie a tutti, ai colleghi di classe e ai maestri che hanno scelto di passare la serata con noi!

  11. A “Grosseto” con i “tuoi”….ad Assisi con chi vuoi!
    Proprio questa la mia percezione, un gruppo numeroso ed eterogeneo di menti ed anime che hanno condiviso scopi, scienza ed emozioni…E l’entusiasmo me lo sono portata dietro…per la scelta fatta, per le persone incontrate, per gli amici trovati e per la sensazione di appartenenza ad un gruppo cui attribuisci tanto valore!
    Un grazie a tutti quelli che hanno contribuito ad alimentare in me questo pensiero!
    P.s. per Nicola: non temere!…Magari ti ritroverò tra due anni a fare il Discussant 😉

  12. “Una cosa ci accomuna … la SCIENZA!”
    E’ proprio vero… abbiamo tutti una grande sete e un forte desiderio di approfondire la nostra conoscenza e sviluppare gli studi scientifici. E il Forum di Assisi è stato sicuramente una grande occasione per soddisfare questa nostra esigenza e non solo… stimolare un altro aspetto che aggiungeri ci accomuna … la voglia di crescere! Ebbene questo convegno non potrei che definirlo come il miglior concentrato di tutti gli ingredienti che ci permettono di crescere in maniera completa … proprio così … questi 3 giorni unici e indimenticabili con la location, la tematica, e le linee guida che lo hanno contraddistinto; oso dire che hanno facilitato una propria crescita “personale, professionale e spirituale”. Non trovo altre parole per esprimere il mio pensiero e parere in merito a questo evento… se non un unico vocabolo che in se racchiude più di mille parole: un semplice ma profondo GRAZIE! Grazie per l’opportunità che ci avete offerto, per averci coinvolto e dato la possibilità di condividere i nostri studi ma soprattutto le nostre riflessioni, per averci offerto un’occasione per metterci in gioco e alla prova, per aver condiviso con noi momenti non solo professionali ma anche di convivialità senza distinzione di ruoli e non ultimo per averci portato in un luogo indescrivibile che ha fatto da cornice ad un momento unico che speriamo si ripeta presto…GRAZIE!

  13. La mia prima partecipazione al Forum: un’esperienza straordinariamente stimolante sotto il profilo scientifico, in quanto opportunità per venire a conoscenza delle linee di ricerca sviluppate dai colleghi di altre sedi e scuole, riflettere e confrontarsi sulle tematiche più attuali inerenti la professione, instaurare rapporti di collaborazione, sperimentarsi nel ruolo di relatori con il privilegio di interagire con un pubblico animato da vivo interesse e desiderio di conoscenza. Al di là di questo aspetto, tuttavia, davvero piacevolmente inattesa è l’eredità positiva che lasciato in me dal punto di vista umano: deliziosi i momenti di goliardia tra allievi durante la cena sociale, simpatico ed informale il rapporto instauratosi con i docenti, fonte di inesauribile ricchezza lo scambio di esperienze di vita e formative tra colleghi… È questa osmosi tra scienza e vita che ci accomuna e crea il senso di appartenenza ad una comunità che diventa prezioso punto di riferimento del proprio pensare e agire in senso umano e professionale. Un sentito grazie a chi ha ideato e organizzato questo evento, animato di sicuro da questi intenti (pienamente realizzati), e a tutti coloro che lo hanno arricchito offrendo il loro contributo. A dire il vero sono andata via da Assisi con un po’ di magone ma, ciò che più conta, con rinnovata motivazione a crescere…. nel senso più pieno del termine!

  14. Un’occasione di arricchimento e cambiamento…non solo professionale, ma anche umano! E’ questo che ha rappresentato, per me, la Scuola APC, e continua ad essere così grazie al continuo scambio di idee con i colleghi e ai progetti di ricerca sempre nuovi. Assisi rappresenta l’unione delle esperienze di tutti e, dal punto di vista umano, ho apprezzato e condiviso la leggerezza e serietà al tempo stesso, la passione per questo lavoro, la voglia di fare, la capacità di collaborare serenamente, senza competizione nè conflitti!!
    Grazie per l’esperienza e, permettetemi di dire AVANTI A NOI GIOVANI TERAPEUTI!!

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