Training intensivo sulla Terapia Dialettico-Comportamentale

di Federica Mansutti

Dal 17 al 19 Gennaio si è svolto a Vicenza il primo modulo del training intensivo sulla DBT (terapia dialettico-comportamentale) tenuto dal Prof. C. Swenson e organizzato dall’associazione DPFRI (Disturbi di Personalità Formazione e Ricerca Italia) in collaborazione con la Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC).

foto 2Fin dal primo impatto, il Prof. Swenson conquista l’uditorio grazie alla sua disponibilità, padronanza della materia e competenza clinica, con un raro connubio di qualità umane e professionali. Colpisce la sua storia professionale: psicoanalista, allievo e collaboratore del Prof. Kernberg al Cornell Medical Centre di New York ha diretto per vari anni il reparto per pazienti borderline. In questo lavoro aveva notato dei limiti nell’approccio psicodinamico con pazienti gravemente impulsivi e auto lesivi e si è quindi interessato al modello DBT, sviluppato in quegli anni da Marsha Linehan.  E’ stata la prima persona autorizzata dall’autrice a condurre training di DBT e continua a farlo da oltre vent’anni in tutto il mondo.  In questi modello il Prof.Swenson ha ritrovato delle caratteristiche essenziali utili al suo lavoro: la forte componente psicoeducativa, che mira a far apprendere delle capacità di cui questa popolazione clinica è deficitaria; l’impronta orientata ad affrontare i gravi problemi comportamentali e di rischio per la sopravvivenza; l’interesse per il sostegno ai terapeuti, spesso messi a dura prova nel trattamento di casi così complessi.

La terapia dialettico-comportamentale è un trattamento integrato, che fonda le sue radici nell’approccio cognitivo-comportamentale (la spinta al cambiamento), nella mindfulness (l’importanza dell’accettazione) e nella dialettica (la flessibilità nel passare da una strategia all’altra per risolvere i blocchi del processo). E’ stata validata in numerosi trial randomizzati controllati e adattata a vari contesti e popolazioni cliniche che condividono la presenza di comportamenti disregolati.

foto 1Swenson è molto specifico nella descrizione dell’applicazione del modello con pazienti autolesivi e suicidari sia nel contesto ospedaliero che in quello ambulatoriale  dove spesso utilizza anche l’approccio TFP (Transference Focused Psychotherapy, la modificazione della terapia psicodinamica sviluppata da Kernberg). Questo appare rilevante nella riflessione sull’integrazione e l’implementazione dei modelli di psicoterapia.

La cornice teorica della DBT è molto precisa e coerente, ma è possibile, e utile, secondo Swenson applicare i principi della terapia in modo flessibile e creativo nei vari  contesti di cura coinvolgendo varie figure: ad esempio, racconta che trattando una paziente sedicenne gli è capitato di invitare ai colloqui anche la sua migliore amica, in modo da renderla alleata al percorso di cambiamento. Quando poi anche l’amica ha fatto richiesta di fare una terapia, la risposta è stata: “ok, se trovi almeno un’altra persona interessata facciamo un gruppo!” e nell’arco di qualche settimana si è trovato a condurre un gruppo con sei adolescenti.

fotoSe la competenza e lo spessore professionale del dott. Swenson sono subito apparsi evidenti merita di essere sottolineata anche la sua qualità umana: disponibile a rispondere ad ogni domanda, anche nelle pause o fuori dall’orario del corso, semplice e attento alle esigenze degli iscritti, desideroso di rendere accessibile la formazione e i momenti sociali a quante più persone possibile, tanto da proporre per i prossimi moduli formativi che la cena sociale sia poco costosa (“cheap pizza and cheap beer”), così che tutti possano essere presenti!

E allora arrivederci Dott. Swenson, saranno in molti ad accettare il suo invito alla fine di Maggio!

Una risposta a “Training intensivo sulla Terapia Dialettico-Comportamentale”

  1. L’incontro con il dott. Swenson è stata un’esperienza umana oltre che professionale: è una persona gentile, disponibile e carismatica. Queste qualità sono quelle che con naturalezza passa ad un pubblico di colleghi e con la stessa genuinità anche a un “pubblico di pazienti”: insegna a noi e a loro e insegna ad insegnare, motivando e coinvolgendo in ogni momento l’interlocutore con semplici accorgimenti. Da questa esperienza mi porto dietro nozioni chiare, rese tali dai tanti esempi clinici, dai filmati e dalle simulate proposte. Un eccellente esempio di integrazione tra approcci psicoterapici molto diversi, pensata e orientata all’efficacia.

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