L'acquisto compulsivo

di Francesco Baccetti

Il disturbo da accumulo, nella prima descrizione come entità nosografica autonoma, viene descritto da Frost e Hartl (1996) come la tendenza ad acquisire una quantità eccessiva di oggetti e l’incapacità di liberarsene, con conseguente disordine che impedisce il consueto uso degli spazi della casa e lo svolgimento delle funzioni per le quali tali spazi sono adibiti e ne mettono in luce tre aspetti centrali dell’accumulo, che sono in qualche modo le tre facce del disturbo: la tendenza ad acquisire e accumulare un numero eccessivo di oggetti, il disordine derivante dalla difficoltà a organizzare spazi e oggetti, la difficoltà causata dall’accumulo e dalla difficoltà a separarsi dagli oggetti. disturbo-da-accumulo

Una grande parte degli accumulatori presenta un comportamento di acquisto eccessivo, compulsivo: la maggior parte di loro compra un grande numero di oggetti “just in case”, ovvero oggetti che non sono necessari, ma che sono percepiti come potenzialmente utili, del genere “potrebbero servire” e “per ogni eventualità è bene averli” (Frost e Gross, 1993).

In questa avventura ho deciso di occuparmi proprio di questo, dello Shopping Compulsivo, caldamente suggeritomi dalla mia collega Chiara Lignola, dal momento che per alcuni aspetti, questo argomento mi rappresenta. Nella mia quotidianità, nel tempo libero, con amici e colleghi (vero Chiara?), spesso mi ritrovo a fare shopping e a parlare in genere di acquisti, insomma diciamo che non sono così insensibile alle strategie di marketing.

Affrontando questo viaggio mi sono sorpreso di come questo argomento, così legato al disturbo dell’accumulo e per alcuni autori in parte sovrapponibile, sia poco trattato e considerato, tanto da non avere una sua identità in termini diagnostici, visti anche i costi in termini non solo economici ma anche emotivi e sociali che tale problematica comporta. Allo stesso tempo mi sono reso conto di come, le determinanti psichiche sottostanti questo disturbo, siano sfruttate e amplificate dai sistemi di marketing per incentivare in ognuno di noi acquisti d’impulso, risultanti quindi non da valutazioni di tipo funzionale ma fortemente emotive.

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