Sport e psicologia una diade “vincente”

di Manuela Ansaldo

Sabato 13 e Domenica 14 Giugno si è svolto, presso la sede delle Scuole di Psicoterapia Cognitiva APC e SPC di Roma, il Workshop in “Tecniche di preparazione mentale nella Psicologia dello Sport”.

Presentare un intervento nell’ambito della Psicologia dello Sport, settore sino ad ora non trattato all’interno delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva, è stata una scelta fiduciosa ed allo stesso tempo molto audace.psicologia-dello-sport-e1428402966937

La richiesta è stata inoltrata da una studentessa APC all’ultimo anno di formazione (la sottoscritta!) ed è stata accolta dall’area dirigente con prudente entusiasmo e grande supporto logistico. L’accoglienza da parte di un pubblico curioso (coloro che lavorano prettamente in ambito psicopatologico ed hanno bisogno di una “ventata di aria nuova!”) ed interessato (coloro che già lavorano in ambito sportivo, ma hanno bisogno di chiarimenti metodologici e approfondimenti) ha reso possibile il successo dell’iniziativa, non solo in termini di numeri (15 partecipanti provenienti da tutta Italia, pubblico eterogeneo, ma in gran parte costituito da psicoterapeuti) ma anche di sentito entusiasmo, partecipazione e condivisione di esperienze e interessi.

La docente, Dott.ssa Marina Gerin Birsa, è Consigliere nazionale della SIPsiS – Società Italiana Psicologia dello Sport (2013-2017), Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia della S.P.O.P.S.A.M. (Società Professionale Operatori di Psicologia dello Sport e delle Attività Motorie) (2009 – 2017), docente del Master Online di Psicologia dello Sport del gruppo “Psymedisport” riconosciuto dalla SIPsiS. Opera nel settore dal 1998 ed ha seguito circa 500 atleti di varie discipline sportive, tra cui basket, nuoto, tuffi, golf, tennis, equitazione, ciclismo, calcio, arrampicata sportiva, kick boxing, scherma, calcio femminile, motocross, nuoto sincronizzato.

Un’ora di docenza è stata svolta dalla sottoscritta per presentare un progetto di applicazione dell’attività fisica a scopo terapeutico in ambito psicopatologico.

La Dott.ssa Gerin Birsa ha spiegato in cosa consiste l’intervento prototipico dello Psicologo dello Sport, sia con le squadre, che con i singoli atleti, arricchendolo di esperienze, è proprio il caso di dire, vissute “sul campo”, o meglio, sui vari campi, a seconda dello sport specifico. Il “core” del protocollo è costituito dal “mental training”, un insieme di strategie che intende aiutare gli atleti ad acquisire ed a mettere in pratica le abilità psico-fisiologiche utili al miglioramento delle prestazioni in allenamento e in gara. L’intervento non riguarda, per lo più, solo gli atleti, ma un’equipe di lavoro che intende valorizzare il talento sportivo.

Il modello d’intervento si avvale di 10-15 incontri, suddivisi nell’arco della stagione sportiva, con un programma che utilizza tecniche specifiche, quali rilassamento, visualizzazione, gestione dell’ansia e dello stress, goal settings, dialogo interno, nonché, anche attraverso l’uso di testistica (QuAM per le abilità mentali, TAIS per l’attenzione, CBA Sport per la valutazione della personalità, POMS per l’umore, “Leadership Scale for Sport” per valutare la leadership dell’allenatore, Modello IZOF per costruire il Profilo Emozionale, Sociogramma Sportivo per la squadra) ed apparecchiature (Biofeedback) specifiche ad indagare aree psicologiche più dettagliate, quale gli stili attentivi, la motivazione, l’autostima, la comunicazione, i fattori di distrazione. L’analisi delle caratteristiche fisiche, tecniche ed emotive, che accompagnano la prestazione sportiva, permette di individuare le aree di miglioramento e gli obiettivi raggiungibili a breve, medio e lungo termine.

La peculiarità dell’intervento dello psicologo in ambito sportivo, emersa in maniera estremamente saliente durante le due giornate, è che esso ha il suo razionale nella prestazione dell’atleta. Il lavoro è finalizzato non ad indagare l’eziologia di dinamiche emotive e cognitive (lavoro che svolgerebbe lo psicoterapeuta), ma a farle venire alla luce e riconoscerle, al fine ultimo di porle a vantaggio della prestazione dell’atleta. Questo aspetto è fondamentale per porsi nella prospettiva di un intervento costruttivo nella Psicologia dello Sport. Non è necessario essere uno psicoterapeuta; se esserlo può costituire da un lato un valore aggiunto, allo stesso tempo questo non deve influenzare l’intervento nell’andare a fondo a dinamiche che non sono di pertinenza dello Psicologo dello Sport.

La giornata di domenica si è conclusa con un mio intervento sul progetto “Teraplando: facciamo terapia pedalando” da me ideato, organizzato ed in essere grazie alla collaborazione con l’Associazione sportiva MAC (MenteAnimaCorpo) Italia, presidente Carlo Demofonti. La mia formazione nell’ambito della psicologia, psiconeuroimmunologia e delle neuroscienze, nonché come sportiva nel settore del ciclismo e dell’indoor cycling, ha reso possibile il connubio delle conoscenze ed esperienze, in un progetto che sfrutta i benefici dell’attività fisica sulla salute psicofisica. Nel concreto, “Teraplando” porta a pedalare su biciclette a volano fisso, all’interno di un centro sportivo che offre la struttura gratuitamente, coloro che accedono al servizio di salute mentale (nello specifico, la collaborazione è ora in essere con il DSM di Cinecittà). Il razionale scientifico del progetto raccoglie un’ampia bibliografia che spiega i benefici dell’attività fisica sulla salute mentale: sono stati presentati i vantaggi dal punto di vista neuromorfologico, neurofunzionale, neurocognitivo, sino alle modifiche della biochimica cerebrale. Per individui con diagnosi di psicopatologia, tali modifiche indotte naturalmente da un esercizio aerobico, quale, appunto l'”indoor cycling”, determinano un miglioramento del tono dell’umore. A giovare di questi cambiamenti endogeni sono, oltre gli aspetti prettamente fisici e corporei, gli aspetti psicologici (miglioramento dell’autostima e senso di autoefficacia) e sociali (essendo un’attività di gruppo, stimola una forte condivisione e senso di appartenenza).

A conclusione del Workshop, lo scambio di impressioni, curiosità ed esperienze hanno esaltato l’importanza di questi momenti di confronto e crescita, in un settore della Psicologia che può offrire tanto, ma che ha ancora bisogno di essere coltivato, esplorato e condiviso.

Concludo questo scritto riepilogativo con una frase tratta da “La repubblica – L’educazione dei cittadini” di Platone, IV Sec A.C., che racchiude in poche, ma rilevanti, parole ciò a cui dovremmo tendere quando parliamo di salute, mentale e fisica, ovvero di benessere psicofisico:

“Per far sì che l’uomo avesse successo nella vita, Dio lo fornì di due risorse, l’educazione e l’attività fisica. Non separatamente, l’una per l’anima e l’altra per il corpo, ma per entrambe insieme. Con queste due risorse, l’uomo può ambire alla perfezione”

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