I disturbi da TIC e la Sindrome di Tourette in età evolutiva

di Giada Di Biase

Lo scorso 13 Novembre, ad Ancona, si è tenuto il workshop dal titolo “I Disturbi da Tic e la Sindrome di Tourette in età evolutiva: l’intervento psicoterapeutico secondo l’approccio Cognitivo Comportamentale” organizzato dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC s.r.l., sede di Ancona.

L’evento si è posto come obiettivo principale quello di inquadrare il Disturbo da Tic e la Sindrome di Tourette in comorbilità con altri Disturbi, quali il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) e il Disturbo da Deficit d’Attenzione con Iperattività (DDAI) e dedicare una particolare attenzione al trattamento. La mattinata si è aperta con un breve intervento introduttivo del Dottor Giuseppe Romano, Psicologo e Psicoterapeuta, Didatta e Docente della Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC e membro dell’Equipe per l’età evolutiva APC-SPC, che ha posto l’accento sull’importanza di comprendere gli aspetti rilevanti, sia fenomenologici che psicologici, dei diversi quadri psicopatologici e la comorbilità con altri Disturbi, per la ripercussione elevata che questi hanno sulla qualità di vita dei bambini che ne sono affetti, interferendo con il loro sviluppo affettivo e relazionale.

A seguire l’intervento della Dottoressa Monica Mercuriu, Docente della Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC s.r.l. e Membro dell’Equipe per l’età evolutiva APC-SPC, dal titolo “Il Disturbo da Tic e la Sindrome di Tourette: sintomatologia, proposte di intervento in accordo con le linee guida Europee, proposta di intervento secondo la prospettiva Cognitivo-Comportamentale”. La Dottoressa Mercuriu ha definito entrambi i Disturbi seguendo la classificazione attuale del DSM 5, come Disturbi ad Esordio Infantile-Adolescenziale, illustrandone, in modo dettagliato, le caratteristiche cliniche rispetto alla sintomatologia (presenza di tic, movimenti corporei, vocalizzi, frequenza, durata ed intensità), all’età di esordio e agli aspetti fenomenologici. Dopo aver esposto le principali indicazioni diagnostiche dei Disturbi, particolare attenzione è stata rivolta ai punti salienti di ciò che oggi si conosce rispetto alla descrizione sintomatica della Sindrome di Tourette e, nello specifico, alle proposte di trattamento secondo l’approccio Cognitivo Comportamentale, in accordo con le linee guida Europee e le nuove direttive a livello mondiale (delle quali si è parlato nel 1st Word Congress on Tourette Syndrome & Tic Disorders a Londra). La descrizione sintomatica è stata condotta con l’ausilio di un video, ricco di esempi concreti e chiarificanti, attraverso il quale il Disturbo da Tic è stato presentato come caratterizzato dalla combinazione di tic motori (semplici e complessi) e da tic verbali. E’ stato descritto il modo in cui questi tic possono avere un andamento fluttuante (cioè un tic semplice potrebbe andare incontro, nel tempo, a modifiche divenendo un tic complesso oppure “sparire” per poi ripresentarsi) e, ancora, come vadano incontro ad aggravamento, se presenti fattori di stress psicosociale o variabili ambientali positive o negative (Woods e Himle, 2004). Prima di procedere alla presentazione del protocollo di trattamento, sono stati evidenziati alcuni aspetti salienti, riportando quanto emerso durante il 1° Congresso di Londra. Tra questi: l’importanza di procedere con una diagnosi precoce, la necessità di sostenere la famiglia, l’opportunità di diagnosticare eventuali comorbilità presenti, la possibilità di intervenire farmacologicamente e l’eventualità di affiancare, al trattamento standard, un intervento ACT o Mindfulness. Molto interessante, rispetto all’impiego nella pratica clinica, la presentazione del protocollo di intervento all’interno della prospettiva cognitivista. È stata sottolineata, innanzitutto, la necessità di intervenire in setting paralleli (che coinvolgano il bambino, la famiglia e la scuola) e di privilegiare, come obiettivo iniziale del trattamento, l’incremento della consapevolezza del Disturbo, da parte del bambino e dei familiari, attraverso la Psicoeducazione mirata al riconoscimento e alla comprensione dei tic. La dott.ssa Mercuriu ha proposto di utilizzare modalità come “la mappa dei tic” e, successivamente, monitorare i tic attraverso il “termometro di frequenza”. Una specifica attenzione, nel corso dell’intervento, è stata dedicata al Premonitory Urge, inteso come una sensazione sgradevole e dolorosa, avvertita poco prima che un tic si manifesti, attraverso un formicolio o una vaghezza (“qualcosa che non è a posto”) vissuta come scomoda e fastidiosa, che diventa parte del trattamento. La prima tecnica alla quale si è fatto riferimento è Fuction Based Intervention ed ha lo scopo di isolare i fattori che concorrono ad un peggioramento dei sintomi e a modificarli per ridurre la frequenza e l’intensità del sintomo stesso. Altra procedura integrabile nel trattamento è l’Habit Reversal Training (Protocollo HR) che si pone come obiettivo quello di creare delle risposte alternative ed antagoniste, opposte ed incompatibili con il tic e socialmente non appariscenti rispetto ad esso. Sono state poi presentate alcune tecniche Evidence Based, utilizzate nella terapia, per favorire l’aumento dell’autostima e dell’autoefficacia, con la messa in luce di stati mentali ad esse connessi, per fornire supporto ai genitori ed infine intervenire sulle comorbilità.

Il secondo contributo è stato presentato dal Dottor Giuseppe Romano, con un intervento dal titolo: “Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo in età evolutiva: i determinati psicologici prossimi del DOC secondo la prospettiva Cognitivista, la comorbilità con i Tic e l’intervento psicoterapeutico”. Il Dottor Romano in apertura ha posto due domande come guida al suo intervento: “Come è possibile che un soggetto con Tic possa successivamente diventare un soggetto con un DOC?”e “In che modo vengono utilizzati i Tic all’interno di un DOC?” In primo luogo è stata fatta chiarezza sul concetto di comorbilità, esaminando da vicino il rapporto tra i diversi quadri psicopatologici, in particolar modo, si è fatto riferimento alla sequenzialità con la quale questi si presentano. Successivamente sono state considerate le caratteristiche del DOC in età evolutiva, evidenziandone gli aspetti sintomatologici e fenomenologici e le specifiche caratteristiche cliniche. A seguire è stato messo in evidenza come in letteratura, nei bambini con diagnosi di Sindrome di Tourette in comorbilità con il DOC, frequentemente viene riportata la presenza di compulsioni senza ossessioni. Successivamente è stata presentata una possibile spiegazione di come un soggetto con Tic e Sindrome di Tourette possa essere esposto al rischio di sviluppare un Disturbo Ossessivo Compulsivo. Conclude il Workshop la Dottoressa Francesca Serrani, Psicologa e Psicoterapeuta, Didatta e Docente della Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC, con un intervento dal titolo: “Presentazione di un caso clinico”.

La Dottoressa Serrani ha introdotto il caso attraverso una ricca descrizione del percorso terapeutico svolto con un ragazzo al quale è stata diagnosticata la Sindrome di Tourette. Ripercorrendo le presentazioni dei relatori che l’hanno preceduta, ha evidenziato l’importanza di utilizzare tecniche che permettano, nella pratica clinica, di aumentare la consapevolezza e l’accettazione del problema, di ridurre le risposte non funzionali, di svolgere un lavoro incentrato su temi legati all’emotività, osservando e riconoscendo quelle situazioni che variano nel bambino a livello corporeo e mentale. L’ultima parte dell’intervento della dottoressa Serrani ha visto, come protagonista, il paziente presentato nel caso clinico. Federico ha esposto, in maniera chiara e comprensibile, le fasi del proprio percorso terapeutico dal momento della presa in carico fino al momento presente. Attraverso il suo racconto, Federico, ha descritto i propri vissuti interni nello spiegarsi determinate situazioni e condizioni ed il modo in cui questi vissuti sono stati affrontati. Federico ha messo in evidenza, in modo lineare, il cambiamento a cui è andato incontro durante il percorso terapeutico, sottolineando l’efficacia rispetto al raggiungimento di importanti obiettivi. La giornata si è conclusa con uno spazio dedicato alle domande ai relatori da parte dei presenti. Un Workshop all’insegna dell’aggiornamento e dell’approfondimento, fonte essenziale dalla quale attingere nuovi stimoli, insegnamenti e strumenti per la professione clinica.

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