La gentilezza può ridurre l’ansia sociale

di Cristina Salvatori

L’importanza di impegnarsi in comportamenti gentili per ridurre gli evitamenti e i livelli di ansia sociale

Chi soffre di ansia sociale teme fortemente di poter ricevere giudizi negativi dagli altri e, proprio in virtù di questo, mette in atto comportamenti “protettivi” (per esempio di evitamento delle situazioni sociali) che compromettono però le sue interazioni. L’evitamento, infatti, è associato alla sperimentazione di emozioni negative, a una maggiore reattività agli eventi negativi, alla solitudine, all’insicurezza, alla scarsa soddisfazione nelle relazioni e a una minore percezione di popolarità. Una strategia che è risultata utile a ridurre l’evitamento sociale è quella di impegnarsi in gesti gentili. L’utilizzo della gentilezza è stato inizialmente inserito negli interventi volti a incrementare il benessere e la sperimentazione di emozioni positive. La spinta prosociale presente negli atti di gentilezza permette di focalizzare l’attenzione, durante l’interazione con l’altro, più che sul raggiungimento di propri stati positivi sul raggiungimento di stati positivi nell’altro. Questo potrebbe aiutare a stringere relazioni e ad aumentare il coinvolgimento in situazioni sociali. In aggiunta, promuovendo stati positivi negli altri, gli atti di gentilezza possono aumentare la probabilità di interazioni positive, aiutando a contrastare il rifiuto sociale, la percezione di minaccia e riducendo il bisogno di evitamento. La percezione della minaccia sociale, infatti, determina uno stato emotivo che induce a incrementare gli evitamenti; se gli individui sperimentano una minore ansia nelle situazioni sociali, invece, avranno meno bisogno di evitare. Considerando poi che difficilmente gli atti di gentilezza promuovono una risposta negativa da parte degli altri, questo può produrre una percezione maggiormente positiva del contesto sociale.
In uno studio del 2015, Trew e Alden hanno testato l’ipotesi secondo la quale impegnarsi in atti di gentilezza diminuisce i comportamenti di evitamento sociale in soggetti con ansia sociale. Hanno valutato, inoltre, se questo effetto è mediato da una riduzione d’ansia sociale e da un aumento di emozioni positive. All’interno di questo studio il campione è stato sottoposto, in modo randomizzato, a tre diverse condizioni sperimentali per la durata di quattro settimane. Al primo gruppo (gruppo A, 38 soggetti) è stato richiesto di compiere atti di gentilezza; al secondo gruppo (gruppo B, 41 soggetti) è stato richiesto di seguire un programma di esposizione classico; al terzo gruppo (gruppo C, 36 soggetti), in condizione naturale è stato richiesto semplicemente di registrare un diario con gli eventi di vita. Nella prima condizione gli atti di gentilezza sono stati definiti come atti che creano un beneficio agli altri o che rendono gli altri felici, generalmente con un costo per l’individuo, ed è stato richiesto ai partecipanti di impegnarsi in tre atti di gentilezza quotidiano per due giorni a settimana. Esempi di comportamenti gentili sono stati: lavare i piatti dei coinquilini, tagliare il prato del vicino, fare la carità. Al gruppo impegnato nell’esposizione è stato richiesto il coinvolgimento in situazioni sociali generalmente evitate per tre volte al giorno, due volte a settimana, iniziando con le situazioni che generano minore ansia e aumentando gradualmente di intensità. Esempi di esposizione sono stati: chiedere l’ora a uno sconosciuto, parlare con un vicino, invitare qualcuno a pranzare insieme; è stato richiesto di praticare la respirazione profonda prima di entrare in contatto con la situazione temuta. Ai partecipanti del terzo gruppo, il gruppo di controllo, è stato richiesto di registrare tre volte al giorno, due volte a settimana un evento della propria quotidianità al fine di aumentare la propria consapevolezza.
I risultati hanno mostrato che il “gruppo A” ha ottenuto una riduzione dei comportamenti di evitamento sociale al pari del “gruppo B”, mostrando, rispetto a quest’ultimo un maggiore decremento iniziale degli evitamenti. Questo effetto è apparso mediato totalmente da una diminuzione dei livelli di ansia sociale mentre non sono apparsi risultati significativi per quanto riguarda la sperimentazione di emozioni positive. Questi risultati hanno quindi supportato precedenti ricerche che sostenevano l’importanza di impegnarsi in atti gentili per ridurre gli evitamenti e i livelli di ansia sociale in modo più rapido rispetto alla sola esposizione. L’iniziale decremento può essere spiegato dal fatto che la natura prosociale della gentilezza può rendere più semplice impegnarsi nell’esposizione a situazioni temute, in quanto l’immaginarsi una reazione positiva da parte degli altri può rendere la situazione meno minacciosa. Ciò può indurre un maggiore coinvolgimento e quindi conseguentemente una maggiore riduzione degli evitamenti.

Per approfondimenti:

Jennifer L. Trew, Lynn E. Alden (2015). Kindness reduces avoidance goals in socially anxious individuals. Motiv Emot, DOI 10.1007/s11031-015-9499-5

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