I costrutti psicologici dell’ansia

di Alessandra Nachira

Obbligo di controllo, perfezionismo patologico, pensiero catastrofico, autovalutazione negativa e intolleranza dell’incertezza

Secondo la teoria cognitiva i costrutti principali dell’ansia sono lo sproporzionato timore del danno e la tendenza a previsioni catastrofiche, la tendenza al controllo, l’intolleranza dell’incertezza, il timore dell’imprevisto, il timore dell’errore o perfezionismo patologico e l’autovalutazione negativa. Queste credenze sono sempre o spesso presenti nei vari disturbi d’ansia così come sono definiti dal DSM-IV e anche in altri disturbi con elevata componente ansiosa, come i disturbi alimentari o l’ipocondria.Il terreno psicologico comune dei fenomeni clinici noti come ansia, rimuginio, panico e fobie è l’emozione della paura. Il contenuto cognitivo della paura implica una valutazione di pericolo e danno imminente. La tendenza a produrre previsioni negative e catastrofiche è presente in maggioranza nei soggetti ansiosi. Dal punto di vista clinico il soggetto ansioso sarebbe incline a pensare che le cose in genere tendenzialmente vadano male o addirittura verso la catastrofe. I costrutti cognitivi dell’ansia si potranno, dunque, manifestare attraverso catene più o meno lunghe di previsioni negative.

Ma come si pone il soggetto ansioso di fronte al problema della probabilità che lo scenario temuto si avveri? In molti casi non si pone consapevolmente il problema della probabilità che la situazione temuta si verifichi o meno. Egli ritiene che le probabilità di realizzazione del pericolo siano sufficientemente elevate da giustificare la sua ansia. Emerge, dunque, un nuovo costrutto noto come “intolleranza dell’incertezza” o “timore dell’imprevisto”. Si tratta dell’incapacità di sopportare la semplice esistenza di un rischio, la possibilità che si verifichi il pericolo e il danno temuti. La paura dell’incertezza deriverebbe dall’assunzione ansiogena che dalla situazione incerta derivi un fallimento.

Un altro costrutto è il timore dell’errore, o perfezionismo patologico, legato a prestazioni elevate e ai pericoli ad essi connessi. Il timore dell’errore può essere concettualizzato come una credenza sottordinata al timore del danno e alla tendenza al controllo. Il timore dell’errore comporta una scarsa flessibilità dell’atteggiamento cognitivo del soggetto perfezionista e una tendenza ad aspettarsi che i suoi scopi, previsioni e piani si avverino in ogni dettaglio.

Un altro costrutto riguarda l’autosvalutazione negativa, ossi la tendenza a prevedere scenari catastrofici derivanti direttamente da una valutazione negativa sia delle proprie capacità pratiche sia delle proprie capacità di autocontrollo emotivo.

La tendenza al controllo, infine, è l’ultimo costrutto psicologico dell’ansia ed è definibile come lo strenuo perseguimento del soggetto ansioso dell’illusione di certezza assoluta che egli possa impedire che si avverino le possibilità negative temute e previste nel rimuginio, attraverso il monitoraggio e la manipolazione continui di alcuni parametri della realtà esterna o interna.

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