Il disturbo ossessivo… questo grande sconosciuto

di Brunetto De Sanctis

Cronaca di una conferenza per la cittadinanza in cui gli esperti parlano con persone e familiari che hanno a che fare con questo disturbo

“Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC): comprendere come funziona per scegliere come curarsi”: è il titolo della conferenza, organizzata dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e aperta a pubblico, tenutasi il 10 ottobre scorso a Roma.
Un’iniziativa pensata in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, con l’obiettivo di spiegare il disturbo ossessivo compulsivo ai non addetti ai lavori, con un linguaggio non tecnico ma diretto e comprensibile.
In molti, tra familiari di persone con DOC e persone affette dal disturbo, hanno partecipato alla discussione con un gruppo di clinici esperti del disturbo ossessivo compulsivo, sia da un punto di vista terapeutico sia da un punto di vista scientifico di ricerca, coordinati dal giornalista scientifico Pietro Greco. In particolare, il prof. Francesco Mancini, direttore della SPC, e il suo gruppo di lavoro hanno trattato tematiche importanti che ogni persona affetta da questo disturbo e ogni familiare dovrebbe conoscere per meglio affrontare la malattia. Entrando maggiormente nel merito della conferenza, Mancini ha riassunto anni di esperienza clinica e di ricerca scientifica, in una discussione orientata a spiegare sia come si manifesta il disturbo sia cosa muove l’immane architettura di pensieri e azioni ritualistiche tipiche del DOC, e mettendo in risalto come il senso di colpa deontologico sia un importante motore nel disturbo. Il dott. Giuseppe Romano ha fornito al pubblico una fotografia del DOC, spiegando cosa succede nella mente di un ossessivo nel momento in cui il sintomo è attivo e evidenziando come si manifesta nei bambini. La dott.ssa Stefania Fadda ha sottolineato come alcune funzioni cognitive, quali la memoria e le funzioni esecutive, non siano la causa del disturbo e che le anomalie che si potrebbero riscontrare in tali ambiti sono il risultato dell’attività della mente ossessiva. Delle esperienze di vita precoci che sensibilizzano la persona verso il senso di colpa ha parlato, poi, la dott.ssa Barbara Basile, descrivendo sia gli stili genitoriali che si ritrovano nel passato di questi pazienti sia le esperienze più tipiche che possono creare una vulnerabilità al DOC. La dott.ssa Teresa Cosentino ha spiegato come la psicoterapia cognitiva-comportamentale possa agire con efficacia verso questa diagnosi, sottolineando in particolare l’importanza del promuovere una maggiore accettazione del rischio che il paziente, con la sua attività ossessiva, tende ad azzerare e prevenire. Il dott. Marco Saettoni ha spiegato e descritto, nel dettaglio, i principali farmaci utilizzati, e ha spiegato come questi, secondo le linee guida internazionali di cura della patologia, debbano essere dei co-adiuvanti della psicoterapia cognitivo-comportamentale. Un punto molto importante è stato poi messo in risalto dalla dott.ssa Katia Tenore, che ha descritto una parte fondamentale della psicoterapia del DOC, ovvero la gestione delle memorie passate che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo di questa patologia. In ultimo il dott. Angelo Saliani ha parlato di un aspetto molto presente e anche molto sentito dal pubblico fin dalle prime battute della conferenza: il ruolo dei familiari in questo disturbo. Saliani ha spiegato come il non cadere nelle trappole delle compulsioni sia un punto centrale per poter aiutare le persone con disturbo ossessivo compulsivo.

Il pubblico si è mostrato molto attento alle discussioni e ha partecipato attivamente, fin dalle prime battute, con domande e richieste puntuali. Alla discussione hanno contribuito anche alcune persone con DOC, che hanno descritto la loro esperienza, facendo raggiungere uno dei momenti più sentiti e di maggior collegamento tra esperti e persone che hanno questo disturbo.

L’intento degli organizzatori è di far diventare la conferenza un appuntamento annuale, per poter informare in maniera costante e continuativa le persone e i loro familiari sul DOC e sulla cura più adeguata da intraprendere.

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