Nobel Economia 2017: vittoria della psicologia

di Mauro Giacomantonio

L’assegnazione del premio Nobel a Richard Thaler è un duro colpo per l’Homo Oeconomicus ed un trampolino di lancio per tutta la Psicologia

Il vincitore del Nobel per l’Economia 2017 è Richard Thaler, professore di economia a Chicago. Thaler non è un economista “tradizionale” e, per la maggior parte della sua carriera, è stato uno dei portavoce dell’economia comportamentale, cioè lo studio, preferibilmente attraverso veri e propri esperimenti, delle scelte economiche. Perché questa è una novità e perché è importante per la psicologia?

Per anni, anzi secoli, l’economia ha cercato di comprendere e prevedere il comportamento umano creando modelli sofisticati, intriganti e molto astratti. Per rendere possibili questi modelli, si è dovuto ricorrere ad alcune assunzioni rispetto alla natura dell’essere umano e ha così preso vita l’homo oeconomicus. Le caratteristiche dell’homo oeconomicus sono semplici: è completamente intento a massimizzare la propria utilità, sa sempre esattamente cosa vuole, conosce tutte le informazioni per prendere le decisioni giuste, non è influenzato da emozioni, scopi o valori, non si preoccupa della reciprocità o della giustizia e se la cava molto bene nel calcolo della probabilità.

Questa descrizione si avvicina molto a quella di un grave disturbo di personalità o dello sviluppo, ed è evidente che non riflette la natura dell’essere umano e quindi il modo in cui prendiamo decisioni e agiamo nel mondo.

Molti studiosi hanno quindi provato a smontare la figura dell’homo oeconomicus considerando il reale funzionamento della cognizione umana senza fare rigide assunzioni ma cercando, per quanto possibile, di osservare manipolare e misurare direttamente il comportamento e le preferenze delle persone. Questo ha portato, anche grazie al lavoro di Kahneman che vinse il premio Nobel in economia nel 2002 pur essendo uno psicologo, a risultati importantissimi come la teoria del prospetto, la conoscenza delle euristiche e delle distorsioni decisionali che tanto hanno anche influenzato il cognitivismo clinico Italiano e internazionale.

Si è così delineata un’area di studi che permette un proficuo dialogo tra Psicologia ed Economia che vanno quindi ad integrarsi per produrre conoscenze utili agli individui e alla società. Questa integrazione avviene in un’area di mezzo che non si rifà né nelle insondabili profondità dell’inconscio, né nelle assunzioni iperrazionaliste dell’economia classica.

Richard Thaler, come riconosciuto dal Nobel, ha profondamente contribuito a quest’area di studio con molte importanti ricerche. Ad esempio, Thaler ha dimostrato che i soldi non hanno tutti lo stesso valore per le persone. Si tende, infatti, a seconda del modo in cui sono stati guadagnati, a dividerli in “conti mentali” diversi che saranno poi consumati in modo diverso. Ad esempio, si prenda il caso di due persone che guadagnano 1500 euro al mese. La prima guadagna tutta la cifra dal suo lavoro. La seconda guadagna 1300 euro dal lavoro e 200 da una generosa zia che ogni mese fa una donazione. Sebbene la cifra complessiva sia la stessa, il secondo potrebbe decidere di spendere con più facilità e per attività ricreative i 200 euro non guadagnati con il proprio sudore.

Il contributo di Thaler, tuttavia, ha un altro grande pregio oltre a quello di chiarire come effettivamente prendiamo decisioni. Con un libro diventato ormai famoso, “Nudge, la spinta gentile”, suggerisce una serie di rimedi e di strategie semplici ed efficaci per migliorare la vita delle persone partendo proprio dalle conoscenze accumulate nei decenni precedenti.

Questo lavoro ha superato i confini dell’Economia comportamentale e della Psicologia, approdando fino ai politici e i governi. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti D’America, infatti, sono stati tra i primi governi a creare delle “Behavioral Insights Unit” cioè dipartimenti con il compito di creare delle politiche e prendere provvedimenti basandosi proprio sull’Economia comportamentale e sulla Psicologia. Questo, oltre ad aumentare la credibilità e l’impatto della Psicologia nella nostra società, non potrà che portare, al suo interno, nuove energie e nuova vitalità.

Infine, questo premio sottolinea l’importanza di un’accurata e realistica conoscenza di come gli esseri umani normalmente funzionano. Questa è la base per poter concepire qualsiasi tipo di intervento, sia che si voglia aumentare le probabilità che persone risparmino per la pensione, sia che si voglia trattare un disturbo psicologico.

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