Se i bambini sono testimoni di violenza

di Erica Pugliese

 Le conseguenze emotive, comportamentali e a lungo termine

Gli studi dimostrano che circa 3-4 milioni di bambini di età compresa fra i tre e 17 anni assistono ancora oggi a episodi di violenza domestica. Nella maggior parte dei casi si tratta di atti di violenza nei quali sono le donne a esserne vittime, ma questo non significa che non ci siano situazioni nelle quali a subire gli abusi siano gli uomini o che le violenze siano tipiche dei rapporti eterosessuali. Lesbiche e gay maltrattano o subiscono i partner adottando infatti logiche simili.

Nello specifico, per violenza assistita s’intende:

  • Essere testimoni oculari di episodi di abuso fisico e/o sessuale
  • Ascoltare minacce o scambi violenti
  • Osservare le conseguenze di abusi fisici come sangue, lividi, lacrime, vestiti strappati o oggetti rotti.
  • Essere consapevoli dello stato di tensione in casa, come la paura o l’ansia della mamma quando il padre sta per rientrare.

 Quali sono le emozioni e le reazioni fisiche dei bambini esposti a maltrattamenti?

 Le risposte emotive dei bambini che assistono alla violenza domestica possono includere: paura, senso di colpa, vergogna, ansia, tristezza, depressione e rabbia (sia verso il maltrattante che per la vittima per non essere stata in grado di impedire la violenza).

Le risposte fisiche dei bambini che vivono in un ambiente violento possono includere mal di stomaco o mal di testa, insonnia, enuresi del letto e perdita della capacità di concentrazione. Alcuni bambini possono anche subire abusi fisici o sessuali. Altri possono essere feriti mentre cercano di intervenire in nome della vittima.

I bambini esposti alle percosse sono particolarmente paurosi e ansiosi. Vivono in uno stato di ipervigilanza: guardano e aspettano che si verifichi il prossimo evento violento. Non sanno cosa provocherà l’abuso e, quindi, non si sentiranno mai al sicuro. Sono sempre preoccupati per loro stessi, per la loro madre e i loro fratelli. Possono sentirsi inutili e impotenti.

Ci si aspetta che i bambini che crescono in un ambiente abusante non parlino con nessuno di quanto accade in famiglia tanto che a volte mantengono il segreto anche fra loro. Possono sembrare apparentemente felici dall’esterno ma, al loro interno, sono afflitti da un dolore terribile. Le loro famiglie sono caotiche e disorganizzate e ben lontane dall’ambiente sano dove dovrebbero crescere. Potrebbero incolpare se stessi per l’abuso pensando che se non avessero fatto o detto una cosa particolare, l’abuso non si sarebbe verificato. Possono anche arrabbiarsi con i loro fratelli o la loro madre per aver innescato l’abuso. Provano rabbia, imbarazzo, umiliazione.  I bambini maltrattati si sentono isolati e vulnerabili. Sono affamati di attenzione, affetto e approvazione. Poiché la mamma sta lottando per sopravvivere, spesso non è presente per i suoi figli. Poiché il papà è consumato dal dover controllare tutto e tutti, anche lui non è presente per i suoi figli. Questi bambini diventano di conseguenza fisicamente, emotivamente e psicologicamente abbandonati.

Quali comportamenti mostrano i bambini che assistono alla violenza domestica?

 Le risposte comportamentali dei bambini che assistono alla violenza domestica possono includere forti crisi di rabbia, ritiro sociale o inversione dell’attaccamento ovvero la tendenza a prendersi loro cura della mamma invece di essere accuditi. I bambini possono mostrare segni di ansia e avere una ridotta capacità di attenzione che può comportare una scarsa prestazione e frequenza scolastica. È possibile che occorrano ritardi nello sviluppo delle abilità motorie o cognitive. Possono anche usare la violenza per esprimersi, mostrando una maggiore aggressività con i pari o con la madre. Infine, alcuni possono diventare autolesionisti.

Quali sono gli effetti a lungo termine nei bambini che assistono alla violenza domestica?

 I bambini che vivono in una casa nella quale il loro padre abusa psicologicamente, verbalmente, fisicamente o sessualmente della loro madre possono sviluppare traumi emotivi e psicologici, anche quando non hanno mai subito direttamente la violenza. In questo tipo di vita famigliare i bambini “imparano” le seguenti lezioni:

  • La colpa è di chi subisce violenza, non di chi la commette.
  • Le soddisfazioni nella vita si hanno attraverso il controllo e le manipolazioni     degli altri.
  • I maschi devono avere il controllo, le femmine sottomettersi a questo    controllo.
  • Le donne sono deboli, pazze, incapaci e irrazionali.
  • Le mamme fanno il lavoro duro quotidianamente, con costanza e responsabilità, mentre i papà intervengono solo per prendere le decisioni importanti e condividere i momenti piacevoli.
  • Le persone che ti amano ti fanno del male.

Poiché i bambini hanno una naturale tendenza a identificarsi con la forza, possono allearsi con l’aggressore e perdere il rispetto per la madre apparentemente indifesa. Gli abusanti, di solito, giocano su questo svalutando la madre di fronte ai figli e dicendo loro che è “pazza” o “stupida” e che non devono ascoltarla. Vedendo le loro madri trattate con enorme mancanza di rispetto, si trasmette ai bambini che possono mancare di rispetto alle donne come fanno i loro padri. La maggior parte degli esperti ritiene che i bambini cresciuti in case abusive apprendano che la violenza è un modo efficace per risolvere conflitti e problemi. Possono replicare la violenza alla quale hanno assistito da bambini nelle loro relazioni adolescenti e adulte o come futuri genitori. I ragazzi che assistono agli abusi in famiglia hanno, infatti, maggiori probabilità di usare violenza verso i loro partner da adulti rispetto ai ragazzi cresciuti in case non violente. Le ragazze adolescenti vittime di violenza domestica assistita possono convincersi che le minacce e la violenza siano la norma nelle relazioni. I bambini provenienti da case violente hanno maggiori rischi di abuso di alcol e droghe, disturbo post traumatico da stress e delinquenza giovanile. Assistere a ripetuti episodi di violenza domestica è uno dei migliori predittori della delinquenza giovanile e della criminalità degli adulti ed è anche il motivo numero uno di allontanamento volontario del minore da casa.

Se i tuoi bambini sono testimoni di violenza domestica chiedi aiuto. Rompere il silenzio è il primo passo per iniziare a stare di nuovo tutti bene.

 

Per approfondimenti:

Bancroft, L. (2013). Uomini che maltrattano le donne: Come riconoscerli per tempo e cosa fare per difendersi. Vallardi.

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